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           Maurizio Vitiello su Antonio Bove.

ELEGANZE  ARALDICHE E SPUNTI SALIENTI NEI LAVORI DI ANTONIO BOVE.

 

 
 
.......... Antonio Bove ha sempre appuntato nei suoi lavori, passati e recenti, elementi di riferimento d'ordine cubista e simbolista.
.......... I tratti fondamentali, costitutivi della sua produzione pittorica e grafica, vagliano e fissano incisi assunti, mentre è regolato l'impianto strutturale, che risponde ad una pluralità di orientamenti artistici.
.......... Le composizioni dei primi anni ottanta sottolineavano, ancor di più, l'integrazione di due momenti iconografici.
.......... Il momento costruttivo, geometrico-cubista, e quello di ricerca, che firmava il soggetto di chiara matrice simbolista.
.......... Successivamente, negli anni '82 -'84, l'artista proponeva un'accattivante produzione con lavori dai colori più chiari e misurati, quasi incastonati in legno di rovere, e con apporti a collage.
.......... E i titoli indicativi, ripropositivi delle immagini, puntualizzavano un passato di ricerca e localizzavano nuove misure e nuove prospettive di lavoro di quest'artista campano. 
.......... Ricordiamo, con piacere, gli equilibrati dittici che si offrivano nella raggiunta sobrietà di misurati accordi tonali e manifestavano eleganze iconiche.
.......... I collages, inoltre, riproponevano il tema e i motivi delle tele e risultavano composti da materiali diversi, tra cui fogli di parati e ritagli di fotografie.
.......... Si differenziavano dalle tele per i colori usati, opachi e sordi, e per l'assunzione di una più chiara valenza pop di matrice mediterranea.
.......... Della cifra pittorica di Bove, egregiamente continuata con acuti assorbimenti, ci colpiva la separazione tra "figura-oggetti" e l'ambiente", la tensione verso la monumentalità del primo dato e la esemplificazione, di quasi accenno, del secondo.
.......... La "figura-oggetti" si isolava e giganteggiava riducendo gli aspetti dinamici, quasi a voler favorire l'occhio che poteva, così, indagare ed indugiare sulle sue varie parti e sulla linea che le contornava.
.......... Proprio la costruzione strutturale di questi quadri costituiva uno dei punti forti del linguaggio formale di Bove.
.......... Tutta l'armonia compositiva era frutto di studiate meditazioni e dichiarava una raggiunta autonomia del proprio sentire i colori, la materia, l'ambiente.
.......... Nella pittura di Bove riscontravamo il ritorno alla natura, archetipi carichi ed accentuati di simbolismi, l'analisi degli oggetti grazie alla chiave cubista con disposizione di emblemi e di consistenze fisiche, che si rassodavano nell'assunto geometrico di equilibrati dittici. 
.......... Elementi, quindi, di un insieme che ci portavano a considerare e a verificare un tendenziale e costante attraversamento di cultura e di orizzonti artistici.
.......... Ad esempio, si poteva rilevare un attraversamento critico di un'opera di un grande artista del Novecento - se si tiene conto dei silenzi - dettati da colori maturi, quasi che Bove avesse voglia di "riflettere su Morandi".
.......... Oggi Antonio Bove continua a costruire dittici, ma sembra che preferisca centralizzare il soggetto, che attaglia in una frontalità compositiva, tra eleganze araldiche e cognizioni ed attitudini imperative dei moduli e dei disegni pubblicitari, mediati dall'esperienza della pop art e da una rilevante convergenza di ponderate cromie.
.......... Gli ultimi studi e le ultimissime prove di Antonio Bove ci fanno intendere che l'operatore non ha mai trasgredito l'impianto figurale, che aveva concepito inizialmente, e che tratta, da sempre, con la stessa cura e cautela le tele che prepara con certosina pazienza, non dimenticando di scegliere particolari cornici.
.......... Nel trionfo di are campeggiano frutta, contrassegni, foglie, nastri e vari segni, segnali e segnacoli e su particolarissimi altari viene sezionato il consumismo.
.......... Questi ingredienti figurali alimentano tracce sintetiche di visioni e sostanziano fissità memoriali.
 
Napoli, 2000

Maurizio Vitiello

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