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           Maurizio Vitiello su Ela Caroli

"RICORDO DI ELA CAROLI"

 

 

.......... Ho conosciuto, all’inizio degli anni Ottanta, Ela Caroli e sono rimasto colpito dalla sua immatura e repentina scomparsa.
Ela (diminutivo di Carmela) si è sempre distinta per la cura degli articoli e per il trasporto squisitamente intellettuale con cui coltivava gli approfondimenti estetici.
Certamente mancherà una voce critica, un'appassionata "compagna di strada", sensibile ed attenta, apparentemente fragile.
La conoscenza e la diffusione delle arti visive contemporanee, nonché la disamina delle pregiudiziali sostanziali che motivano le opere degli artisti e delle artiste, soprattutto delle nostre regioni del Sud, è stato un sostanzioso lavoro intellettuale, utile e rifinito, per far comprendere a fruitori e lettori che le esperienze creative possono contribuire a migliorare la comunicazione tra gli uomini ed avvicinare i popoli.
Spero che il contributo critico e la cosciente esposizione della cronaca sociale e politica dell'arte con tutti i suoi risvolti, raccolti in cataloghi e sulle pagine dei quotidiani a cui ha collaborato, abbia fatto intendere a chi organizza e/o cura mostre e rassegne che il Sud propone validi operatori e valide
artiste.
Acuta curiosità e serena fermezza hanno contraddistinto i "giorni dell'arte" di Ela Caroli, di cui mi mancheranno i piacevoli incontri nelle varie sedi espositive con lo scambio di ultime notizie e di franche opinioni.

Maurizio Vitiello

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