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           Maurizio Vitiello su Ceramica
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Una breve cartella per "Il manifesto La ceramica è"

 

 
 
..........  Le mani dell'uomo hanno plasmato materie, considerato forme, usato colori ed utilizzato tecniche per corroborare una cultura che edificasse una civiltà di segni.
Non è inopportuno, anzi è legittimo, da parte degli organizzatori della III Biennale della Ceramica Contemporanea di Cerreto Sannita, battersi per far comprendere che il passato può essere afferrato con la lettura di soli cocci e che si può determinare un omaggio ad un'atmosfera d'epoca, ad esempio in una "location" cinematografica, con assortiti prodotti ceramici, siano essi artigianali, di scuola o di marca.
Tra storia e "fíction", e non solo, c'è la ceramica.
La ceramica ha accompagnato il desiderio dell'uomo di manipolare e sperimentare, nonché ha condensato e steso, nelle e sulle fonne regolate e fissate, idee.
L'oggetto ceramico, esemplare domestico o capolavoro, potrà sempre rivelarci l'intensità di ricerca dell'uomo nel suo agire e nel suo pensare.
Nel pervicace gioco tattile e nell'infinito gioco mentale delle invenzioni, tra interpretazioni della realtà e coniugazioni astratte, la ceramica s'innalza a recepire concentrazioni ed aggettazioni, onde vissute ed istanze future, tra solidità classiche ed innovazioni multiple, non mancando di progettare e servire funzionalità e di dettare gusto insieme agli altri codici visivi contemporanei, dalla scultura alla pittura, dal design all'architettura, dalla grafica all'arredo -urbano .....
Nei laboratori degli artigiani scendono anche gli artisti, per misurarsi e per mettersi in discussione.
Pablo Picasso scelse, durante la sua vita movimentata, alcuni studi e vi lavorò, appassionatamente e a lungo, lasciando scivolare il senso icastico del suo emblematico mondo creativo.
 
Napoli, aprile 2002

Maurizio Vitiello

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