Basta un minimo di attenzione per
comprendere che un grande senso morale ed un pregevole sentimento etico, accompagnano la
gente molisana e basta poco per scoprire bellezze e ambienti, natura e monumenti di questa
regione italiana.
E la vita, che si può raccogliere
attraverso le immagini degli artisti, viene fuori anche dai volti e dai paesaggi che
Nicola Continelli ha fissato.
Anime diverse ci vengono rivelate dai
felici dettagli delle sue pitture.
Ci appaiono per la prima volta
persone che non conosciamo assolutamente, ma con una storia alle spalle che avvertiamo,
quasi a livello tattile.
Apprendiamo dalla disposizione e
dalla sedimentazione degli intarsi cromatici una teoria di volti.
I lavori di ritrattistica
dellartista giocano, fondamentalmente, sulleffetto espressionistico, che è
debitamente ricercato, favorevolmente indagato, accortamente favorito.
I ritratti di Nicola Continelli
cercano di riannodare tracce di carature intime, inseguono moti dellanima e
ravvedono segreti celati.
Nicola Continelli usa colori
energetici che riescono a fotografare il "vero" delle persone.
Lartista elabora, con tratti
veloci e pregnanti, misture coloristiche per arrivare ad una sintesi, non dimenticando di
mutuare ispirazioni da proposizioni cartellonistiche e motivi da notazioni caricaturali.
Pur mantenendo uno standard efficace
di composizione, viene fuori su ogni tela unulteriore qualità, questa comprovata da
unimmediatezza spedita.
Non cè, quindi, sottrazione di
spontaneità; anzi, vengono colti accenni consistenti di umori viscerali ed accenni
peculiari di caratteri fisiognomici.
Lorizzonte visivo
dellartista non propone soltanto ritratti, che qui abbiamo considerato nel loro
pregio specifico, ma anche paesaggi regionali e, talvolta, di altre zone dItalia,
vedute ed angoli cittadini di Campobasso, marine e spiagge molisane ed, infine, scene di
"still life".
Il pennello dellartista,
prudentemente, indaga sui paesaggi molisani e, dolcemente, indugia su vari luoghi; così,
abbiamo la possibilità di apprezzare visioni e tagli su Isernia, Cantalupo nel Sannio,
Termoli, Venafro, Ripalimasani, Montagano, Ferrazzano, San Martino in Pensilis, Matrice,
Gildone .....
Lartista ha sempre cercato di
rintracciare, in alcune singolarità dellambiente, motivi di possibili descrizioni
e, in segni qualificati, generose griglie di identificazione.
E, guardandosi attorno, ha saputo
fermare anche i giochi di nuvole sui declivi, il percorso della Bifernina, i chiarori del
Lago del Liscione, i sani territori del Sannio, mentre con altri lavori cinforma
di una serie in cui ha trattato le
marine molisane.
Le numerose contrade del Sud lo hanno
sempre affascinato, ma quelle molisane ancor di più, perché, forse, discrete, senza
clamori e, talvolta, summa di residui esistenziali fuori dal tempo, pronta a vivere a
lungo una dimensione tranquilla, senza fremiti e senza fronzoli.
Nicola Continelli in queste terre
"naviga" solitario ed appena riconosce una lettura "altra", ma che
abbia versi di eloquente e robusto respiro umano e civile, non resiste e corre ai pennelli
per contenere, bloccare, quasi "congelare" quello che i suoi occhi vedono.
Si sa che il tempo corre veloce e
ciò che, oggi, ci appare valido anche per il futuro non sempre mantiene inalterata la
possibilità di contenimento, mantenimento e conservazione.
Cose che ci sembravano, laltro
ieri, eterne, ci appaiono, oggi, superate o superabili e, così, la pittura di Nicola
Continelli diventa memoria di un registro sociale ed, allora, fermiamoci a controllare
nelle scene dinsieme e nelle vedute solitarie dellartista ciò che siamo e
ciò che lasceremo alle prossime e future generazioni.
Per Nicola Continelli dipingere è un
atto creativo che deve allacciare uno sguardo sociologico sul proprio ambiente di vita e
di lavoro.
Lartista nelle tele cerca di
convogliare più elementi utili, non tralascia nulla.
Intende, così, richiamare nelle
tele, che va man mano dipingendo, versanti e sentieri di un percorso collettivo di
cognizione e di memorizzazione.
Conoscere per conservare
sembrano mormorare le sue pitture.
Questappello sostanzia un
"fil rouge", che attraversa ed accompagna le varie sequenze che lartista
produce.
In una successione di punti di vista,
o meglio, di alcune letture privilegiate dellarco dei territori, emergono misure di
intensità umane.
E, controllando redazioni inedite,
abbiamo potuto captare le dilatazioni psico-fisiche che la pittura ancora concede.
Nella pittura può vibrare un mondo,
può battere una rete di conoscenza, può palpitare un livello di senso, e tanto altro
ancora.
Nicola Continelli immagazzina
molteplici temi, che, siamo sicuri, sarà portato a rivedere e ad ampliare, e lo vediamo
sempre riscrivere ciò che lo illumina, proponendo nuove vesti interpretative.
Leggendo le opere di Nicola
Continelli si raccolgono notizie, suggerimenti, ulteriori spunti.
La sua pittura favorisce il desiderio
di conoscere per studiare meglio, quasi per accompagnare chi ha occhi per vedere e
orecchie per ascoltare.
Apprezziamo la sua scrittura
iridescente, diretta ed efficace, che, guardando attenta al territorio del Molise, riesce
a captare emozioni e a trasferirle in un glutine conoscitivo.
Attualmente sembra che il Molise sia
"à la mode" e Nicola Continelli sa come intervenire con competenza e talento
per rilanciare ancora la carta della propria regione.
Eccolo, quindi, nei suoi viaggi
dinverno verso Termoli, raccogliere sulle tele ancora il cristallo dellaria e
selezionare su quaderni, attraversando, destate campi coltivati, calde suggestioni.
Ma non solo queste sensazioni ama
sintetizzare nelle sue composizioni; altri posti, altri, siti, altri luoghi possono fargli
intendere che cè qualcosa da attingere e da serbare, poi.
E, così, ad esempio, Matera in
Basilicata e Pisa, Siena e San Gimignano in Toscana nelle loro valenze segrete o esposte
acquistano per lartista cospicuo valore, che sa bene di non dover trascurare.
Ma anche Campobasso, cittadina
riposante, armoniosamente adagiata nei suoi silenzi, rientra nei suoi richiami pittorici.
Lartista la conosce bene, la
visita con lo sguardo attento e la "stringe" in tele che rimandano squarci
metropolitani.
Ragguaglia anche su episodi cittadini
e su contingenze consistenti di vita sociale.
Piazza Savoia, Via Palombo, lex
"G.I.L.", Via Trento, Via del Castello, la Stazione Ferroviaria, la zona dello
"scasso" delle automobili, ma anche porte, portoni e cancelli risultano
riferimenti urbani da prendere in considerazione e lartista tesse per frammenti
varie sequenze.
E non intendiamo tralasciare altri
soggetti dei lavori di Nicola Continelli e, perciò, ricordiamo i barattoli che rimandano
al consumismo imperante e alla "popular art", rivista e corretta, nonché una
nutrita raccolta di tele che ci illustra, poi, un repertorio di opere dedicate allo
"still life", in cui spiccano una dozzina di elaborazioni in cui figurano al
centro delle mele, frutto benefico ed invitante.
In conclusione, possiamo,
senzaltro, affermare che le redazioni pittoriche, che determinano caratteri di
figure, sono stese senza esitazioni, senza preamboli, senza raffinatezze, senza
calligrafismi e senza problemi.
E le impalcature dei visi, abbreviate
da segnature estreme, su cui spiccano cromatismi accesi, venati da interrogativi umorali,
risultano sincere e di schietta partecipazione moderna, perché evidenziano con tratti
spezzati e duri, eppur diligentemente veloci, squarci e contesti di vita.
Lartista, anche, con sunti
disegnativi e note dinchiostro rapide, riesce ad assumere una posizione determinata,
agganciata ai solchi di ambiti espressionistici.
Se i volti risentono di un
espressionismo motivato da unenergia febbrile, di vigoroso impatto, i paesaggi e le
marine vivono di formulazioni cromatiche serene e, nel contempo, intense.
Napoli/Roma, 2003
Maurizio Vitiello