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           Maurizio Vitiello su Alfredo Cordova
                                             
PAESAGGI MEDITERRANEI DI ALFREDO CORDOVA
 

 

Alfredo Cordova dipinge da anni ed attualmente sta cercando di stringere la sua poetica in una "cifra" estetica, ma, fondamentalmente, con l’esercizio quotidiano della pittura intende concretizzare i suoi voli di fantasia e riafferrare i suoi ricordi per rilanciarli ad una fruizione libera.
Ed andando a leggere le sue ultime prove cromatiche noteremo, immediatamente, che risaltano le corde mediterranee del suo animo.
Un quadro ad acrilico o una tecnica mista su carta risulta una cadenza visiva di un itinerario mentale, che va a rintracciare note del passato ed atmosfere del presente, nonché riferimenti utili per raccogliere e decantare un futuro possibile.
Emerge ferrea la volontà di nutrire la tela con campiture cromatiche forti o far assorbire alla carta umori antichi.
L’artista tende ad una severa misura coloristica di impronta espressionista e a giocare con ascendenze mitiche, che richiamano espressioni rilevanti e una partecipata chiarità di riflessi mediterranei.
Ma nell’universo pittorico di Alfredo Cordova, rintracciabile nelle sponde felici delle coste tirreniche e ioniche, nei campi feraci di un territorio ubertoso, tra Puglia e Calabria, e nelle isole del Sud accarezzate da Eolo, propende una forza calamitante, che ci fa ricordare il miglior Michelangelo Antonioni, con il suo celeberrimo film "Deserto Rosso", con un’affascinante, e per alcuni tratti enigmatica, Monica Vitti, prima che spiccasse il volo per la commedia brillante italiana e per i ruoli di comica impegnata con Giuffrè o Mastroianni.
Probabilmente ricorderete quel bosco rosso; fu voluto dal bravissimo regista Antonioni e fu dipinto da un "team" di tecnici, perché servisse da giusto fondale al set cinematografico per un’importante e suggestiva scena del film.
Quel bosco completamente rosso, tra il fulvo e il minio, ancor oggi rappresenta una determinazione estetica di un pensiero.
In ogni lavoro, su tela o su carta, che ripropone alcune coste insaporite da afrori mediterranei, come quelle calabre e campane, paesaggi verdi e fruttuosi di "Terra di Lavoro", fa capolino un’accensione, un brivido caldo, una rilevante e rutilante temperatura rossa.
Il futuro ci riserva, probabilmente, la lettura di segni, segnacoli, segnature di tocco rosso inseriti nella pittura mite, tranquilla e serena di Alfredo Cordova

Napoli/Roma, 2003

Maurizio Vitiello

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