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           Maurizio Vitiello su Enzo Cursaro
                                             
UN ASTERISCO SUL "NEROARGENTO" DI ENZO CURSARO
E SULLA SUA ATTIVITA' ARTISTICA.
E. Cursaro

Enzo Cursaro con alcune sue opere

.......... Con gli avvincenti e tesi testi "I brividi della materia" di Giorgio Cortenova, "Dalla memoria della forma alla coscienza dello spazio" di Giuliano Menato e "Tra simbolo, materie e visionarietą" di Giorgio Seveso l'artista Enzo Cursaro, che di strada ne ha fatta molto nel campo dell'arte, č presentato in un pulito e serio catalogo, pubblicato dalle 'Edizioni Charta" di Milano, che correda la mostra alla "Galleria Studio '34"   di Salerno (ott.-nov. 2001).
Le opere di Enzo Cursaro indagano, con sottile poesia, le strutture della materia e le ribaltano, con gesto accorto e misurato, bilanciandole, con cromatismi selezionati.
Senza indugio, quindi, Enzo Cursaro propone, con una serrata e diplomatica ricerca, valori essenziali di vari codici linguistici.
Le moltiplicate vibrazioni, situate con forte passione ed attenta partecipazione mediterranea, complice un tessuto di neri e di argenti, segnalano un variegato, seppur marcato campo espressivo, che legittima cronache delle emozioni e ragioni del cuore.
Ed ecco una scheda su quest'artista da seguire: nell'antichitą Paestum era una vivace e florida colonia della Magna Graecia, formatasi su una vasta e fertile area pianeggiante di quella "Campania Felix" che, oggi, ancora conserva, quasi intatta, l'imponenza dei templi dell'antica civiltą mediterranea.
Enzo Cursaro nasce nel 1953 in questa terra.
Si iscrive alla scuola d'arte di Salerno e in seguito frequenta l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove consegue il diploma nel 1978.
Durante gli studi accademici segue i frequentati corsi di pittura del maestro Domenico Spinosa, prediligendo composizioni di carattere astratto-informale, che riprenderą, in seguito, negli anni Novanta.
Dopo varie e diverse esperienze di matrice gestuale, nella prima metą degli anni Ottanta, con la Galleria d'Arte di "San Carlo" di Napoli, diretta dal maestro di musica e gran conoscitore dell'arte contemporanea Raffaele Formisano, indimenticata figura della scena partenopea, entra a far parte attiva di un gruppo abbastanza articolato di artisti appartenenti all'area del Mezzogiorno.
In quel periodo Cursaro utilizza oggetti selezionando lo spazio e difendendone il grado di densitą e intensitą luminosa, qualitą espresse in funzione di quella superficie capace di integrare e ben accogliere anche presenze umane.
Dopo numerosi e continui viaggi in Francia e in Germania, nel 1989 elegge a residenza definitiva Verona.
L'inizio di questo periodo coincide con un spaccato di vita determinato da una frenetica attivitą creativa.
Cursaro produce lavori in cui la linea e il segno comunicano un dirompente dinamismo spaziale e una ricca frammentazione cromatica, liberando la sua personale grafia espressa grazie a un segno a spirale.
Questi lavori sono sempre rivolti alla ricerca di una esigente identitą artistica.
Dopo questo felice esordio si avvia con maggior slancio e consapevolezza verso una pił conscia e sapiente disposizione delle forme.
Forme composte che, con l'inizio degli anni Novanta, vanno assumendo una significativa figurazione simbolica.
Pił tardi acquisisce la qualitą di un disegno dinamico, pią aereo, sottoposto a un controllo che stringe il colore in una "forma astratta".
L'evoluzione del fare artistico lo vede esporre in vari paesi europei, fra cui Francia, Germania, Spagna e Svizzera, mentre in Italia si prepara, con il suo amico scultore e incisore Bruny Sartori, per una mostra, nei musei di Mantova e di Bassano del Grappa, sintetizzata nel tema "memoria-forma e spazio", in cui i due artisti manifestano l'affinitą di ricerca nell'uso sia del linguaggio pittorico sia di quello plastico.
Con l'esposizione al Museo di Bassano del Grappa, Enzo Cursaro espone una serie di opere dove la materia e l'immagine sono accortamente unite dal colore nero lucido e da un unico titolo: "Sospensioni".
In questa figurazione sospesa e arcana di fine millennio egli si manifesta nell'essenziale equilibrio tra la relazione di una forma data, definita o vagamente definita, e lo spazio, a sua volta anche tela bianca, luce argentea e materia vibrante. Con una coerente autoritą artistica, egli assicura alle sue opere una precisa e solida natura pittorica scaturita da un lavoro intelligente e metodico, in cui l'interna dialettica indica la preoccupazione di affermare come la pittura possa risultare ancora un'espressione non superata nel procurare profonde emozioni estetiche e comunque in simbiosi con l'arte aggiornata dei nostri tempi.
Le sue opere si trovano in diverse collezioni private e in permanenti collezioni pubbliche in musei e pinacoteche, sia in Italia sia all'estero.
I suoi ultimi lavori risultano molto richiesti da circuiti galleristici e sono presentati ad importanti manifestazioni fieristiche che raccolgono istanze ed esiti delle arti visive contemporanee.

Maurizio Vitiello

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