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           Maurizio Vitiello su Marta Czok
                
Intimità domestiche e scene appaganti nella serena pittura di Marta Czok
Czok
.......... Più volte abbiamo avuto l'opportunità di visionare opere di Marta CZOK nell'accogliente spazio del Centro Culturale "L'APPRODO" (Via Matteotti, 31 Avellino; tel. 0825/37.8.38), diretto, con passione ed entusiasmo, dalla brava gallerista Elide Rusolo.
Elide Rusolo ha anche portato all'"Expo Arte", di Bari, allestita negli ambienti della "Fiera del Levante", nel 2001, numerose tele dell'artista, che sono state ampiamente apprezzate da "addetti" ai lavori", tra cui competenti collezionisti.
Marta Czok riesce, con abilità, a segnare punti a suo favore, grazie ad un tipo dì pittura armonica e conciliante col mondo.
Fondamentalmente, la produzione pittorica di Marta Czok riesce ad interessare e, difatti, risulta molto ricercata.
Quando un'artista riceve molti riscontri vuol dire che che è riuscita ad imporre al mercato la propria sigla, il proprio stile.
Quindi, la "cifra" di riconoscibilità raggiunta, dopo anni, diventa premiante.
I lavori di Marta Czok presentano intimità domestiche ed appaganti scene esterne.
Minute figure femminili, di collegiale pulizia, rassicurate da convinti silenzi casalinghi si muovono leggere e sicure o restano in attesa di visite.
Rincuoranti "suorine" che consumano una colazione in una visione agreste posano serene.
Marta Czok registra, con abile regia, identità femminili e maschili e colloca, con estrema cura, particolari negli ambienti.
Napoli, febbraio 2002

Maurizio Vitiello

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