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           Sonia Delaunay: la donna del futuro
           A Venezia fino al 14/10/2002
                             

Sonia Delaunay
Ritmo e colore, 1923-1934

Copia (2) di delaunay.JPG (67035 byte)

Un'opera di Sonia Delaunay

"Sonia Delaunay, artista, moglie del pittore Robert Delaunay, ha elaborato nel corso della sua continua ed estenuante ricerca pittorica un linguaggio assolutamente personale, comunque capace di cogliere in maniera orfica e febbrile gli impulsi proclamati dell'assalto futurista allo statuto dell'arte. Intanto va confermata la completa autonomia di Sonia rispetto all'opera del marito Robert, quanto a estrema modernità e radicalità di intenti.
Lei più di lui, ha applicato coerentemente il progetto di rifondazione futurista del mondo, vestendo e rivestendo gli oggetti quotidiani di forme scomposte e simultanee insieme.
Esse naturalmente, nel loro risultato compiuto, si sottraggono al puro riferimento biografico della condizione femminile dell'artista per accedere ad un campo di appartenenza condizionato non soltanto dall'identità personale.
In realtà l'arte non è maschile o femminile, in quanto il suo prodotto appartiene a quella zona di androgina indeterminazione giocata sull'elaborazione del linguaggio e della forma.
Se nell'antichità poche donne hanno realizzato opere d'arte, questo è dovuto a una situazione storica che ha separato pubblico e privato, guerra e pace, tecnica e sentimento del quotidiano, storia e cronaca esistenziale" (Achille Bonito Oliva dal testo in catalogo)
Era il 1923 quando Sonia Delaunay, interpellata da una Casa di moda di Lione, comincia ad interessarsi a disegni e tessuti, scoprendo le infinite possibilità che questo nuovo campo di applicazione avrebbe portato alla propria arte e descrivendole nei suoi diari a colori, i Libri neri.
Proprio questo periodo è oggetto dell'esposizione "Sonia Delaunay. Ritmo e Colore, 1923-1934" che presenta oltre 100 opere dell'artista, ospitate nella cornice della Galleria di Piazza San Marco.
La mostra che la Fondazione Bevilacqua La Masa, in collaborazione con il Centro Italiano per le arti e la cultura, dedicano a questa protagonista dell'arte del Novecento, si lega così al percorso tutto femminile che era iniziato lo scorso anno con Frida Kahlo.
Il riesame dell'attività pittorica di Sonia Delaunay attraverso l'analisi delle gouaches contenute nei Libri neri o ad essi legate - espressioni di stati d'animo, poesie, per sua stessa ammissione - permette di identificare una tipologia di forme e sistemi cromatici ricorrenti poi in tutto il resto della sua produzione artistica.
I Libri neri sono la testimonianza autografa a colori della progettazione di Sonia Delaunay e accompagnano il visitatore, come un filo di Arianna, in quei dieci anni di vita dell'artista che furono forse i più travagliati e nei quali la sua attività fu aperta a diverse esperienze, tra le quali la realizzazione di bozzetti e costumi per il teatro e la moda.
E proprio in quest'ultima disciplina Sonia ha analizzato con visione anticipatrice lo sviluppo del pret-a-porter (fu detta "donna del futuro", appellativo che la lusingava): anche se in realtà la sola cosa che la entusiasmava era inventare e realizzare abiti - non adatti alla moltiplicazione - se non addirittura impossibili da indossare.
È comunque certo che nelle opere di quegli anni emerge la sua ricerca bidimensionale con soluzioni formali e cromatiche che anticipano i tempi.
Attraverso i suggestivi colori di queste gouaches e l'invenzione dei primi abiti simultanei si scopre un'artista che lavora con la dinamica della luce e accosta nelle opere di pittura il colore e il segno con una padronanza tecnica di raffinata eleganza stilistica.
La mostra presenta inoltre una piccola galleria di foto dell'epoca in bianco e nero con ambientazioni di arredamenti e foto di modelle che indossano abiti e accessori creati dalla Delaunay nel suo famoso Atelier Simultané.

Da Tiscali

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