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Eduardo resiste nella memoria
collettiva napoletana.
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A cento anni dalla nascita di quest'artista della scena teatrale vari e diversi sono stati
i segni che hanno manifestato il ricordo dei partenopei.
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Nell'ambito della XXI Edizione di "Benevento Città Spettacolo", sotto la
direzione artistica di Maurizio Costanzo, per la rassegna "Tradizioni e
Tendenze", è stato allestito dalla Cooperativa Teatro Necessità lo spettacolo di
prosa e musiche di Raffaele De Novellis, intitolato "EDUARDO Legge e canta....
Napoli!"
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Con Massimo Masiello, Ida Rendano, Anna Gallo, Gigi Esposito, Tiziana Galdieri, Andrea
Manferlotti, Valeria Ferronetti, Rossella Bennici, Simona Valli, Rosario Morra e la
partecipazione di Fabio Brescia e con le musiche orchestrate da Tony Iglio e le
coreografie di Ettore Squillace è stato dato vita ad un evento che fra alcuni mesi
approderà al Teatro Bracco di Napoli, dopo un vasto giro campano e fuori regione.
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Sulla nota di presentazione dell'organizzazione beneventana si leggeva quanto segue:
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"La grande popolarità di Eduardo ha dato vita ad una miriade di manifestazioni
per celebrare il suo centenario.
- .......... Lo spettacolo ideato da Raffaele De Novellis con attori, orchestra
e musicisti dal vivo, vuole presentarlo attraverso alcuni aspetti meno conosciuti, quelli
di poeta e autore di canzoni, che poi sono anche gli aspetti che sono alla base del suo
mo-do di essere uomo ed artista.
- .......... In realtà la singolarità dello spettacolo consiste nel rappresentare le
sue creazioni a tutto tondo, co l'apporto di una nutrita schiera di attori coreografie ed
orchestra che interpreteranno non una delle tante commedie scritte dal grande autore
napoletano, ma il suo modo di essere "napoletano", dietro la maschera riservata
e schiva del privato e la maschera malinconicamente ammiccante del palcoscenico.
- .......... Se il teatro, attraverso le sue umanissime commedie, ha raccontato tutto
dell'Eduardo attore e autore, le documentazioni private (canzoni e poesie) rinvenute e
rivitalizzate in questo spettacolo, aspirano a rivelare la sua natura più nascosta, o
forse a completare un ritratto che già si conosce.
- .......... Daltronte - scriveva Roberto Rebora già nel 1962 - Eduardo non recita
più sulla scena, ma "esiste".
- .......... Egli recita sapendo tutto sulla recitazione.... la sua tecnica
consapevolissima è unita a una vocazione umana dolorosa e irriverente, pietosa e
sospettosa, fatalista e sentimentale, renitente e confidenziale che si risoIve in una
continua testimonianza umoristica del mondo quotidiano
- .......... E' un testimone involontario quando recita e quando scrive.
- .......... Ciò lo rende modernissimo e antico".
- .......... E ancora Enzo Biagi "Lo stile reale nella recitazione di Eduardo è
possibile perché non vi è alcuna divisione fra la sua vita e il suo teatro.
- .......... Teatro e vita per lui sono inscindibili".
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Per fortuna, la fortissima ed assidua passione e le costanti puntuali ricerche di Raffaele
De Novellis, uomo saggio ed attivo cultore delle musicalità partenopee, hanno permesso di
ritrovare e di riscoprire un Eduardo inedito o poco conosciuto, quello che si dilettava a
recitare poesie e a cantare canzoni di cui spesso si è persa addiritura la memoria.
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Oggi abbiamo la fortuna, ed è soprattutto a favore dei giovani che non l'hanno potuto
apprezzare, di rivederlo in azione con i video e con i films.
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Possiamo anche rivedere il fratello Peppino, eccezionale "momo" ed attore
fulminante nelle battute che, ad esempio, era protagonista quanto Totò, "il principe
del sorriso".
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Per chi vuole indagare sulle note e sui contrasti familiari si può approfondire leggendo
il libro di Peppino "Una famiglia difficile", pubblicato da Marotta di Napoli,
se ben ricordo nel 1976.
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E che dire dell'indimenticata Titina, prodigio di bravura scenica, ritiratasi per curarsi.
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Era interessata alla musica e continuava a scrivere lettere magnifiche al fratello Eduardo
e componeva collages (uno, dedicato a Pulcinella, è presente al Museo Nazionale di San
Martino di Napoli, proveniente dalla Donazione di Paolo Ricci, se la memoria non
c'inganna).
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Per quanto riguarda il contributo dei pittori ecco la mostra voluta, organizzata e curata
dal Prof. Adolfo Giuliani, che dirige con sincera passione e diligente bravura il Centro
d'Arte e Cultura 'Immagine NEA", sita in quella Via Salvator Rosa che sta prendendo
un aspetto diverso con l'ultimazione della fermata della metropolitana collinare, al cui
arredo è prevista la collaborazione di alcune firme dell'arte contemporanea napoletana.
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E quando sarà attivata quest'altra via sul ferro, sicuramente l'Immagine NEA"
diventerà luogo culturale e sito umano di riferimento per migliaia di viaggiatori e,
quindi, "club" da frequentare.
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Alla mostra "Per EDUARDO" partecipano alcuni degli artisti contattati con un
invito dalla galleria napoletana, a cui non è mancata la voglia di partecipare e di
fissare impressioni ed interpretazioni su Eduardo e/o sulla sua opera. .......... Questa spaccato visivo su Eduardo
vede riuniti nomi che si sono misurati con un tema ben preciso, dalle mille sfaccettature
e carature.
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Le tele 50 x 50 mostrano sentimenti e ragionamenti di artisti su un altro artista.
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E' un omaggio sentito ed accarezzato da Adolfo Giuliani e da quanti gli sono vicino e
frequentano il suo accorsato centro.
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Chi vedrà la mostra potrà notare linguaggi diversi e tenute diverse, ma al centro
pensiero e teatralità eduardiane.
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Napoli, anche cosi, ha voluto salutare e ripensare un suo figlio che voleva fuggire dalla
sua città, pur sapendo che non avrebbe mai reciso le sue radici.