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           Max Ernst e i suoi amici surrealisti
           A Roma fino al 3 novembre Museo del Corso 320
                             

Max Ernst e i suoi amici surrealisti

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Un'opera di Max Ernst

L’aspetto pi¨ visionario del surrealismo, fondato da Breton nel 1924, corrisponde senza dubbio all’arte del pittore tedesco Max Ernst (1891-1976), anticipatore del movimento nato nel 1923 dall'incontro tra Paul Eluard e AndrÚ Breton, che mirava a esprimere il funzionamento del pensiero al di lÓ di ogni controllo cosciente. Considerato uno dei principali esponenti del movimento, Ernst ne ha dato tuttavia, nel corso della sua lunga e poliedrica carriera artistica, una lettura e un'interpretazione assolutamente personali. Operando un recupero dei significati simbolici e onirici delle immagini, facendo appello alla sua profonda conoscenza della psicanalisi freudiana, Ernst intravede nel surrealismo un vero e proprio metodo di ricerca della realtÓ profonda delle cose, della veritÓ che si nasconde dietro il mondo sensibile dell'apparenza. Accostando elementi apparentemente estranei e inconcilibili fra loro, il pittore opera uno spostamento del senso, favorendo una lettura e una sensazione inedite che destabilizzano e contraddicono le certezze dello spettatore. L'allestimento della mostra, curata dal poeta, gallerista, critico e mercante Arturo Schwarz, attivo in prima persona all'interno del movimento, non prevede un ordine cronologico delle tele esposte, che non sono suddivise secondo aree geografiche precise. L'interpretazione partecipata e sentita di un protagonista del movimento, come Ŕ stato Schwarz, dÓ luogo a un percorso del tutto originale, che rispetta la tesi secondo cui il surrealismo non Ŕ tanto una scuola pittorica quanto piuttosto uno stato d'animo da sempre esistito e che sempre esisterÓ nell'uomo. Delle oltre cento opere esposte, circa trenta sono firmate da Max Ernst, fra cui le famose Foreste realizzate con la tecnica del "frottage", procedimento da lui "inventato" nel 1925, che consiste nell’ottenere un’immagine strofinando una matita morbida su un foglio sovrapposto a una superficie ruvida o in rilievo. Tra gli interpreti della corrente, sono presenti in mostra le opere realizzate da Jean Arp, Breton, Duchamp, DalÝ, Magritte, Delvaux, Man Ray, Masson, Mirˇ, Picabia, Tanguy, e da due protagonisti del secondo surrealismo americano, basato sull’automatismo segnico, come il cubano Wilfredo Lam e il cileno Sebastian Matta, che puntano all'improvvisazione psichica e alla sperimentazione di tecniche radicalmente nuove. Il percorso espositivo Ŕ completato dalle sezioni dedicate ad altri protagonisti del movimento, fra cui Victor Brauner, Giorgio de Chirico, Alberto Giacometti e Konrad Klapeck, e alle artiste che hanno svolto un ruolo importante nella vita privata e professionale di Max Ernst, da Meret Oppenheim a Dorothea Tanning. Il catalogo Ŕ pubblicato da Mazzotta.

Da Art On Line

Museo del Corso
via del Corso 320
ROMA
Tel.: 06-6786209
Orario: 10-20, chiuso L
24 luglio-03 novembre

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