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Un'opera
di Max Ernst |
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Laspetto più visionario
del surrealismo, fondato da Breton nel 1924, corrisponde senza dubbio allarte del
pittore tedesco Max Ernst (1891-1976), anticipatore del movimento nato nel 1923
dall'incontro tra Paul Eluard e André Breton, che mirava a esprimere il funzionamento del
pensiero al di là di ogni controllo cosciente. Considerato uno dei principali esponenti
del movimento, Ernst ne ha dato tuttavia, nel corso della sua lunga e poliedrica carriera
artistica, una lettura e un'interpretazione assolutamente personali. Operando un recupero
dei significati simbolici e onirici delle immagini, facendo appello alla sua profonda
conoscenza della psicanalisi freudiana, Ernst intravede nel surrealismo un vero e proprio
metodo di ricerca della realtà profonda delle cose, della verità che si nasconde dietro
il mondo sensibile dell'apparenza. Accostando elementi apparentemente estranei e
inconcilibili fra loro, il pittore opera uno spostamento del senso, favorendo una lettura
e una sensazione inedite che destabilizzano e contraddicono le certezze dello spettatore.
L'allestimento della mostra, curata dal poeta, gallerista, critico e mercante Arturo
Schwarz, attivo in prima persona all'interno del movimento, non prevede un ordine
cronologico delle tele esposte, che non sono suddivise secondo aree geografiche precise.
L'interpretazione partecipata e sentita di un protagonista del movimento, come è stato
Schwarz, dà luogo a un percorso del tutto originale, che rispetta la tesi secondo cui il
surrealismo non è tanto una scuola pittorica quanto piuttosto uno stato d'animo da sempre
esistito e che sempre esisterà nell'uomo. Delle oltre cento opere esposte, circa trenta
sono firmate da Max Ernst, fra cui le famose Foreste realizzate con la tecnica del
"frottage", procedimento da lui "inventato" nel 1925, che consiste
nellottenere unimmagine strofinando una matita morbida su un foglio
sovrapposto a una superficie ruvida o in rilievo. Tra gli interpreti della corrente, sono
presenti in mostra le opere realizzate da Jean Arp, Breton, Duchamp, Dalí, Magritte,
Delvaux, Man Ray, Masson, Miró, Picabia, Tanguy, e da due protagonisti del secondo
surrealismo americano, basato sullautomatismo segnico, come il cubano Wilfredo Lam e
il cileno Sebastian Matta, che puntano all'improvvisazione psichica e alla sperimentazione
di tecniche radicalmente nuove. Il percorso espositivo è completato dalle sezioni
dedicate ad altri protagonisti del movimento, fra cui Victor Brauner, Giorgio de Chirico,
Alberto Giacometti e Konrad Klapeck, e alle artiste che hanno svolto un ruolo importante
nella vita privata e professionale di Max Ernst, da Meret Oppenheim a Dorothea Tanning. Il
catalogo è pubblicato da Mazzotta.
Da Art On Line
Museo
del Corso
via del Corso 320
ROMA
Tel.: 06-6786209
Orario: 10-20, chiuso L
24 luglio-03 novembre