.

        .

           Maurizio Vitiello su Giovanni Ferrenti

GIOVANNI FERRENTI NELL'OFFICINA DEL CIELO

 

 
 
.......... Ferrenti si gode il fresco all'interno di un box a due vani, adattato a laboratorio, allocato, in fondo a destra, in un parco vomerese, mentre la calura del giorno preme sulla città, asfissiata dalle auto.
.......... Parliamo a lungo, seduti su due ridotti sgabelli, tra molte opere.
.......... Il luogo calamita ricordi di altri scultori e di mostre che si sono susseguite a Napoli e delle relative vicende organizzative, mai assenti per chi promuove o coordina eventi in città.
.......... In questo spazio, dove si respira limatura di ferro, dove avvampa il fuoco e lampi di saldatura elettrizzano ombre fugaci alle pareti, dove accanito batte il maglio per gli aggiustamenti, tutto tace, tutto riposa.
 
.......... Quando Ferrenti lavora non stacca facilmente.
.......... E' febbrile l'assemblaggio, continuo il controllo delle operazioni, rapido il ritmo per concatenare modularità.
.......... Testimonianza è il reportage dell'amico-fotografo Luciano Basagni, che fissò, alla fine degli anni 180, l'artista in azione, che anche attualmente non ha cambiato passo lavorativo, ed indagò con l'obiettivo in più studi di scultori campani l'esercizio della manualità.
.......... Esiste, quindi, una documentazione, utile per molti aspetti, ma ancor oggi inedita, da riproporre assolutamente, ad esempio, se dovesse essere ripresentata un'altra mostra d'accento storico.
 
.......... Le ultimissime costruzioni pensate ed elaborate da Giovanni Ferrenti nascono in uno studio che dovrebbe essere visitato dai giovani artisti e dagli allievi di licei artistici, istituti d'arte ed accademie.
.......... Proprio alle fresche leve degli emergenti manca il contatto diretto con i materiali che si fondono, che si legano, che si abbracciano.
.......... .Un tirocinio sarebbe auspicabile per chi tende alla scultura o per chi fa rientrare anche la redazione plastica nel proprio campo d'interesse attivo.
.......... Perché non elevare a dignità didattica alcuni laboratori e considerarli sezioni operative di quell'istruzione artistica che deve essere rivista.
.......... Lo studio-laboratorio di Giovanni Ferrenti, come quello di altri artisti partenopei potrebbe accogliere chi vuole imparare il mestiere dell'arte e il fare arte.
.......... Sono pochi, oggi, coloro che saldano e che credono ad una scultura tutta lavorata al chiuso, ma concepita per larghi spazi.
.......... Acciaio, ferro, rame, bronzo, ottone, alluminio sono alcuni degli elementi che tratta Ferrenti e che convertiti, da mano ormai sicura, glorificano un gioco savio.
.......... Partendo da un progetto, di solito dimensionato da segni graffianti, più che espansi, Ferrenti stabilisce un'immediata verticalità dell'assetto e su questa notazione compositiva è alimentata una partecipata volontà di vertigine, di conquista e di sconfinamento.
.......... Ferrenti sa bene che deve stupire.
.......... Deve far suonare il vil metallo ed inglobarlo nell'ambiente.
.......... In un rapporto segreto, a tratti d'intesa tattile, avvia la costruzione di un'anima, àncora ed ala di un insistito viaggio nella materia, da trattare confidenzialmente per fletterla su tagli astratti e da toccare profondamente per vederla stesa a separare le correnti del vento e a doppiare o a triplicare l'orizzonte.
.......... Nello studio-bottega tutto è predisposto per vincere lo spazio assoluto o lo spazio da condividere con i monti e con il mare, come nel caso della prossima esposizione a Furore.
.......... Trafiggere il vento, insediarsi partecipi nello spazio, assumere un profilo e disegnare una continua plurima aggettazione sono i risultati a cui punta, assiduamente, l'artista per le sue sculture.
.......... Ferrenti è sempre più proteso a trasformare l'antro creativo nell'officina del cielo.
.......... Dominare e parlare in uno scenario aperto, quanto mai suggestivo come quello che corre in discesa lungo Furore, non è proiezione scevra di potenziali problematiche.
.......... L'opera aperta, che sfoglia il cielo o ritaglia vari orizzonti, risponde ad un'assicurazione primaria che sostanze l'aggancio di un'insolita geometria con l'immagine geografica.
.......... Il metallo lustro tra le luci, diurne e notturne, e il vento, signore silenzioso o capriccioso che sa movimentare, si propone come farfalla di rimando e ventaglio composito di memorie, emozioni e percezioni per continue, nuove e diverse letture del territorio.

Maurizio Vitiello

Sopra  

 
CERIS ARTE
Contenitore d'Arte Moderna e Contemporanea