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- ......... Antonio Fomez ritorna a Napoli
sempre con entusiasmo e, sicuramente, pur nella breve permanenza, rivedrà amici e si
renderà conto dei grandi miglioramenti estetici nell'impianto urbano della città
partenopea.
- Scrivere
su Antonio Fomez è stato un piacevole ed interessante esercizio per molti critici di
altissimo livello culturale, da Umberto Eco a Gillo Dorfles, da Angelo Trimarco a Vincenzo
Trione.
- L'artista,
conosciutissimo per i suoi numerosi cicli pittorici, sempre facilmente distinguibili nella
fresca caratura della cifra estetica, inizia negli anni Sessanta a frequentare Milano
e ad imporre la sua visione "pop" della realtà italiana.
- Ha
legato, nel tempo, umori esistenziali con redazioni pittoriche
mitiche, trasformandone, però, ordini strutturali e valori concettuali per
giungere ad elaborare parabole nuove.
- Abbinamenti,
slittamenti, trasfigurazioni, collimanze, divaricazioni coniugano un insieme,
fondamentalmente, ludico e nettamente chiaro, leggibile.
- La
bravura di Antonio Fomez è stata sempre riconosciuta, perché l'impostazione
segnica affabulante e motivi visivi, mitici e storici, ampiamente rivisitati,
riescono a costruire segmenti di nuovi spazi simbolici, surreali, metafisici attraversati
da una precisa ed intensa dimensione ludico-fantasmatica.
- Chi
vede un'opera di Antonio Fomez, immediatamente, afferra il senso pregevole degli
accostamenti, intelligentemente ricercati, e può indagare per captare da quali
testimonianze visive epocali parte l'artista per ridefinire, secondo un proprio registro,
intimo e personalissimo, il carattere di opere d'arte molto famose che si aprono con la
mediazione di segni e di combinazioni, estreme, versatili e plurilinguistiche, ad
ulteriori ed altre letture.
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- Napoli,
2003
Maurizio Vitiello
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