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           Maurizio Vitiello su Antonio Fomez
“Omaggio ad Antonio Fomez”.

 

Nota stampa n. 1 / Mostra "Omaggio ad Antonio Fomez"
 
Resterà aperta sino al 29 febbraio 2004 negli accoglienti ambienti del Centro Culturale "Il Pilastro" di Santa Maria Capua Vetere, Via Roberto d'Angiò n. 54, la mostra, curata da  Giorgio Agnisola, Marco di Mauro e Maurizio Vitiello, intitolata “Omaggio ad Antonio Fomez”.
L’artista  nativo di Portici, ma milanese d’adozione, presenta dipinti in tecnica mista e piccole sculture in bronzo.
Antonio Fomez ritorna nel Sud sempre con entusiasmo e venendo a Santa Maria Capua Vetere ritroverà amici e luoghi già conosciuti ed apprezzati.
Scrivere su Antonio Fomez è stato un piacevole ed interessante esercizio per molti critici di altissimo livello culturale, da Umberto Eco a Gillo Dorfles, da Giorgio Di Genova a Luciano Caramel, da Edoardo Sanguineti a Rossana Boscaglia, da Luigi Paolo Finizio a Vincenzo Trione.       
E’ disponibile il catalogo con foto a colori di dipinti e sculturine presenti in mostra, edito da "Il Pilastro", con testi critici di Giorgio Agnisola, Marco di Mauro e Maurizio Vitiello.
Con questo evento di rilievo nazionale ed internazionale, patrocinato dall’Assessore alla Cultura della Provincia di Caserta, Nicola Garofalo,  e fortemente voluto da Gennaro Stanislao, che dirige con passione "Il Pilastro", si storicizza il decennio di attività di uno dei più qualificati spazi espositivi e culturali di Terra di Lavoro.
Sino a domenica 29 febbraio 2004.
Orario: giorni feriali 17/19.
 
CON VIVA PREGHIERA DI CORTESE PUBBLICAZIONE
E SOLLECITA DIFFUSIONE. GRAZIE!!
 
SCHEDA/Un flash su Antonio Fomez a cura di Maurizio Vitiello
 
Antonio Fomez ritorna nel Sud sempre con entusiasmo. Ultimamente è stato a Napoli e, pur nella breve permanenza, ha rivisto amici e si è reso conto dei grandi miglioramenti estetici nell'impianto urbano della città partenopea. Venendo a Santa Maria Capua a Vetere ritroverà amici e luoghi già conosciuti ed apprezzati. Le sue precedenti mostre casertane sono ancora vive nella memoria di tanti appassionati d’rte.
Oggi, accolto da Gennaro Stanislao, esperto e navigato coordinatore dello spazio “Il Pilastro”, che compie nel 2004 dieci anni di attività, presenta lavori in tecnica mista, d’indubbio interesse, e particolari sculturine.
In particolare, si potranno visionare anche le ultimissime elaborazioni  grafico-pittoriche, che rimandano ai bambolotti degli anni Sessanta, ma che alludono, tra scale che saltano e spruzzi cromatici di un blu intenso  che invadono la carta, a quei bambini colpiti nei conflitti degli adulti, martiri di tutte le guerre. Scrivere su Antonio Fomez è stato un piacevole ed interessante esercizio per molti critici di altissimo livello culturale, da Umberto Eco a Gillo Dorfles, da Giorgio Di Genova a Luigi Paolo Finizio, da Luciano Caramel a Rossana Bossaglia. L'artista, conosciutissimo per i suoi numerosi cicli pittorici, sempre facilmente distinguibili nella fresca caratura della cifra estetica, inizia negli anni Sessanta a frequentare Milano e ad imporre la sua visione "pop" della realtà italiana. Ha legato, nel tempo, umori esistenziali con redazioni pittoriche mitiche, trasformandone, però, ordini strutturali e valori concettuali per giungere ad elaborare parabole nuove. Abbinamenti, slittamenti, trasfigurazioni, collimanze, divaricazioni coniugano un insieme, fondamentalmente, ludico e nettamente chiaro, leggibile. La bravura di Antonio Fomez è stata sempre riconosciuta, perché l'impostazione segnica affabulante e motivi visivi, mitici e storici, ampiamente rivisitati, riescono a costruire segmenti di nuovi spazi simbolici, surreali, metafisici attraversati da una precisa ed intensa dimensione ludico-fantasmatica. Chi vede un'opera di Antonio Fomez, immediatamente, afferra il senso pregevole degli accostamenti, intelligentemente ricercati, e può indagare per captare da quali testimonianze visive epocali parte l'artista per ridefinire, secondo un proprio registro, intimo e personalissimo, il carattere di opere d'arte molto famose che si aprono con la mediazione di segni e di combinazioni, estreme, versatili e plurilinguistiche, ad ulteriori ed altre letture.

 

Maurizio Vitiello

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