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           Il Futurismo a Milano Fino al 28/04/ 2002
                    

Presentazione della curatrice Maria Teresa Fiorio

Copia di boccioni.jpg (5916 byte)

Forme uniche di continuità nello spazio

"Chiariamolo subito - precisa la curatrice - questa non è, né vuole essere, una mostra sul futurismo. Protagonista di tante esposizioni recenti questo movimento è stato affrontato in sede critica con un'ampiezza di studi che non è nostra intenzione ripercorrere o discutere in questa occasione". L'esposizione nasce con l'intento di esporre al completo le opere futuriste delle Civiche Raccolte d'Arte di Milano, per sottolineare come questo nucleo non tema paragoni con nessun museo al mondo.
La mostra presenta 75 opere di diversi futuristi - fra i quali spiccano Boccioni, Carrà, Russolo, Balla, Severini, per citare solo alcuni dei firmatari del Manifesto dei pittori futuristi - e circa 40 disegni di Boccioni e Balla.
È dalla nascita del Movimento Futurista ad oggi che nelle collezioni civiche milanesi sono entrate, attraverso donazioni, lasciti e acquisti, le opere che costituiscono l'esposizione al PAC. La donazione portante del nucleo futurista è quella di Ausonio Canavese che nel 1934 cedette al Comune di Milano un gruppo eccezionale di opere di Boccioni, composto da 14 dipinti, 47 disegni e dal modello in gesso della scultura Linea e forza di una bottiglia, oltre a opere di Balla, Dal Monte, Depero, Dottori, Funi, Oriani e Notte. Ultimi acquisti delle Civiche Raccolte d'Arte, in ordine di tempo (1999), sono l'acquaforte Lago con cigni e il pastello Ritratto di Innocenzo Massimo, entrambi di Boccioni.
Il nucleo futurista è composto da capolavori che costituiscono l'aggancio ideale per una lettura del novecento che parta dalle opere della sua prima Avanguardia, lettura che si concretizzerà nel futuro Museo dedicato alle collezioni del novecento, all'Arengario di Piazza Duomo. Nel percorso della mostra, infatti, il Comune di Milano presenta i risultati dell'ideazione del nuovo museo che sarà realizzato entro il 2005, esponendo i disegni e i plastici del progetto di Italo Rota.
Il percorso del nuovo museo accoglierà il visitatore con il grande quadro di Pellizza da Volpedo Il Quarto Stato, dipinto nel 1901, testimonianza indiscussa del divisionismo italiano da cui i futuristi appresero il primo vocabolario per l'elaborazione della loro rivoluzione.
Per citare alcune opere in mostra: di Boccioni, il trittico Stati d'animo, 1911 (donazione Canavese, CIMAC), Elasticità, 1912 (Collezione Jucker) e Forme uniche di continuità nello spazio, 1913 (acquistata nel 1934 presso F.T. Marinetti) - la cui immagine è stata adottata recentemente dalla Zecca di Stato per la moneta da 20 centesimi di EURO -; di Balla Bambina che corre sul balcone, 1912 (Collezione Grassi); l'Autoritratto del '13 di Mario Sironi (CIMAC); Achille Funi, Uomo che scende dal tram, 1914 (donazione Canavese).
La rassegna offre inoltre al pubblico il piacere di vedere accanto alle opere futuriste anche numerosi documenti - tra cataloghi, libri, fotografie, lettere, cartoline e manifesti - prestati da collezionisti privati milanesi.

Tiscali

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