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Forme
uniche di continuità nello spazio |
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"Chiariamolo subito -
precisa la curatrice - questa non è, né vuole essere, una mostra sul futurismo.
Protagonista di tante esposizioni recenti questo movimento è stato affrontato in sede
critica con un'ampiezza di studi che non è nostra intenzione ripercorrere o discutere in
questa occasione". L'esposizione nasce con l'intento di esporre al completo le opere
futuriste delle Civiche Raccolte d'Arte di Milano, per sottolineare come questo nucleo non
tema paragoni con nessun museo al mondo.
La mostra presenta 75 opere di diversi futuristi - fra i quali spiccano Boccioni, Carrà,
Russolo, Balla, Severini, per citare solo alcuni dei firmatari del Manifesto dei
pittori futuristi - e circa 40 disegni di Boccioni e Balla.
È dalla nascita del Movimento Futurista ad oggi che nelle collezioni civiche milanesi
sono entrate, attraverso donazioni, lasciti e acquisti, le opere che costituiscono
l'esposizione al PAC. La donazione portante del nucleo futurista è quella di Ausonio
Canavese che nel 1934 cedette al Comune di Milano un gruppo eccezionale di opere di
Boccioni, composto da 14 dipinti, 47 disegni e dal modello in gesso della scultura Linea
e forza di una bottiglia, oltre a opere di Balla, Dal Monte, Depero, Dottori, Funi,
Oriani e Notte. Ultimi acquisti delle Civiche Raccolte d'Arte, in ordine di tempo (1999),
sono l'acquaforte Lago con cigni e il pastello Ritratto di Innocenzo Massimo,
entrambi di Boccioni.
Il nucleo futurista è composto da capolavori che costituiscono l'aggancio ideale per una
lettura del novecento che parta dalle opere della sua prima Avanguardia, lettura che si
concretizzerà nel futuro Museo dedicato alle collezioni del novecento, all'Arengario di
Piazza Duomo. Nel percorso della mostra, infatti, il Comune di Milano presenta i risultati
dell'ideazione del nuovo museo che sarà realizzato entro il 2005, esponendo i disegni e i
plastici del progetto di Italo Rota.
Il percorso del nuovo museo accoglierà il visitatore con il grande quadro di Pellizza da
Volpedo Il Quarto Stato, dipinto nel 1901, testimonianza indiscussa del
divisionismo italiano da cui i futuristi appresero il primo vocabolario per l'elaborazione
della loro rivoluzione.
Per citare alcune opere in mostra: di Boccioni, il trittico Stati d'animo, 1911
(donazione Canavese, CIMAC), Elasticità, 1912 (Collezione Jucker) e Forme
uniche di continuità nello spazio, 1913 (acquistata nel 1934 presso F.T. Marinetti) -
la cui immagine è stata adottata recentemente dalla Zecca di Stato per la moneta da 20
centesimi di EURO -; di Balla Bambina che corre sul balcone, 1912 (Collezione
Grassi); l'Autoritratto del '13 di Mario Sironi (CIMAC); Achille Funi, Uomo che
scende dal tram, 1914 (donazione Canavese).
La rassegna offre inoltre al pubblico il piacere di vedere accanto alle opere futuriste
anche numerosi documenti - tra cataloghi, libri, fotografie, lettere, cartoline e
manifesti - prestati da collezionisti privati milanesi.
Tiscali
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