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           Maurizio Vitiello su Nicola Gambedotti

IL RESISTENTE MEDIOEVO DI NICOLA GAMBEDOTTI

 

 
 
.......... Ricordo le opere di Gambedotti degli anni Settanta e trovo un'impressionante continuità nelle opere attuali, recentemente esposte in varie accorsate gallerie italiane.
.......... Gambedotti ha centrato.
.......... Nelle sue mani il "fil rouge" di un racconto che non si spezza, che continua ad intrigare.
 
.......... Nicola Gambedotti è nato ad Urbino nel 1931 ed ha insegnato per molti anni all'Istituto Statale d'Arte di Napoli. L'artista ha vissuto la realtà partenopea, ma ha preferito il suo studio alla città.
.......... E nell'intimo del laboratorio si è esercitato a cercare, a completare e a definire una "cifra" nella sua essenza. Distinguersi è importante, se non fondamentale nel campo dell'arte.
.......... Nicola Gambedotti con puntualità grafica appunta il segno. La leggera incisione contorna emblematiche visioni d'insieme.
.......... Nella segnatura scende il colore, modulato con sapienza certosina ed abile mano.
.......... Nella scena a motivi multipli cala un velo fantastico, inondato da sfere satiriche.
.......... Il sacro e il profano giocano allo specchio.
.......... Identità passate e presenze utopiche vagano in labirinti, sostano in caverne, si rifugiano in catacombe, s'esiliano in ghetti, ma si catapultano anche in tribunali terribili su cui aleggia "selvaggio" l'oscurantismo dell'Inquisizione.
.......... Figure altere attraversano giardini dei supplizi e teatrini delle crudeltà ed impersonano, in statiche ballate, finti giullari, consiglieri fraudolenti, apprendisti stregoni, ineffabili cavalieri, strani profeti, guerrieri tecnologici.
.......... Emblematici e grotteschi superstiti, addobbati con ricercati amuleti, si spingono fuori dalla fosca epopea medievale per agganciare il principio dell'epoca rinascimentale.
.......... E, nel filtro di sogni premonitori, tra annosi dilemmi, editti rientrati ed interludi fittizi e retorici, in un silenzio eloquente, ma, potenzialmente, decisivo, e tra carte segrete e trofei, canzonieri e luminarie celebrative, allucinati rispondono ad un'assurda parata goliardico-clericale.
.......... Mura merlate di castelli fantastici e facciate ricche di palazzi ducali, in un tempo ricercato e ritrovato, accettano redivivi folletti, che sui terrazzi notturni incontrano i chiarori lunari.
.......... Tra virtuali cronache medievali e consonanti ideologie si sviluppa l'incanto di questa produzione pittorica in cui sono contemplati, sotto la spinta dimensione, quasi eccessiva, dell' "horror vacui", enigmi, dediche, epitaffi, che rimbalzano tra scacchi e tarocchi.
.......... Il contesto, di sapore bruegeliano, con respiri che attingono a cognizioni del pittore Jeroen Anthoniszoon van Aeken, che si firmò in alcune opere Jheronimus Bosch, recita una reversibilità del reale.
.......... L'operazione di Nicola Gamnbedotti somiglia ad una struggente decalcomania.
.......... L'artista, infatti, ci consegna finestre di valore nettamente simbolico, scorci di frammenti storici ed inquadra, col bene-placito di un tracciato inventivo, un allusivo ed illusivo "reale immaginario".
.......... L'artista meraviglia il fruitore, lo allena allo stupore e lo condiziona sul filo dell'osservazione.
.......... Indugia sorpresa la risposta sui dati visivi forniti da Gambedotti, ed imbarazzata si scioglie tra estasi e meditazione, dinnanzi ad un fenomeno pittorico che risale i miracoli e ridisegna l'oltraggio.
.......... Portenti, gioielli ed amenità bilanciano miserrime anomalie, colpevoli bizzarrie, divaganti estrosità, complici stravaganze, incredibili eccezioni, mutevoli capricci, insolite eccentricità e rilevanti stramberie.
.......... Ma affiora sempre I'icastica intelligenza dell'artista che domina menzognere fandonie e ingegnosi estri.
.......... Esercitazioni favolistiche, ma, nel contempo, anche costruzioni impegnate risultano quest'elaboratissime assemblee, che tra scena madre e sfondo accumulano mai sopiti indirizzi di ritorsione, nocive debolezze umane, in contrasto a sentieri di sentimenti, orizzonti dell'avvenire.

Maurizio Vitiello

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