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| A confronto
l'autoritratto e il calco del volto di Giotto |
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Santa Maria del Fiore restituisce il
ritratto di Giotto. E paragonato al suo genio, il suo mito perde decisamente in bellezza:
fronte sfuggente, occhi bovini uno più grande dell'altro, naso piccolo e posizionato in
alto, collo taurino e mascella possente. La testa, sproporzionatamente grande, impera su
un corpo tutto sommato sgraziato, tarchiato, alto non più di un metro e sessanta. E poi
ancora un braccio più corto dell'altro e il busto più lungo delle gambe.
La ricostruzione dell'immagine del
grande artista, è stata realizzata grazie agli studi multidisciplinari, condotti dal
gruppo di ricercatori guidato da Francesco Mallegni, docente di paleontologia umana e
antropologia nelle Università di Pisa e Palermo. Le analisi sono state condotte sui resti
ossei, attribuiti appunto al Maestro, rinvenuti circa trent'anni fa in Santa Maria
del Fiore a Firenze, nel corso degli scavi nell'antica cattedrale fiorentina di Santa
Reparata.
- E il bello sta nel fatto che il ritratto realizzato
dagli studiosi, ricalca perfettamente i caratteri salienti del presunto autoritratto di
Giotto, conservato nella Cappella degli Scrovegni a Padova, che la tradizione ha
sempre attribuito alla mano del Genio. Le indagini scientifiche condotte sulle ossa, hanno
rivelato importanti elementi per risalire alle fattezze del volto, ma ancora di più,
dicono gli studiosi, hanno rivelato sulle abitudini e lo stile di vita dell'autore dello
splendido campanile di Firenze. Benestante, mangiava carne tutti i giorni, e la sua
professione di pittore è rivelata dalla presenza di componenti di legno nei denti, come
se mettesse i pennelli in bocca; inoltre lo sviluppo dell'osso mastoideo, rivela che era
solito tenere la testa rivolta verso l'alto. Le sue ossa rivelano ancora, componenti circa
due o tre volte più alti, rispetto alle altre persone, delle sostanze contenute nei suoi
colori.
- E se la bellezza oggi non "dovrebbe" essere
tutto, allora sicuramente non lo era, visto che dei belli dellepoca la storia
ricorda poco, ma del genio e del talento, ricorda e conserva gelosamente tutto.
Antonella Loi