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           Maurizio Vitiello su Franco Iuliano
Coerenti libertà espressive nella pittura compatta di Franco Iuliano

 

 

Franco Iuliano vive ed opera in quella fascia di terra che lambisce le falde del Vesuvio esposte al mare.
E’ un artista che lavora con tranquillità e discrezione.
Franco Iuliano, con estrema serietà, ha sempre cercato di esplicitare, con un codice linguistico notevolmente variegato e moderno, un’attualità di immagini intense e potenti.
Difatti, segmenti e cromie hanno consolidato visioni future, campiture consistenti, squarci estremi, luminosità trasparenti.
Certamente le opere di Franco Iuliano riescono a fornirci dati incontestabili che riguardano, principalmente, l’affondo della materia e, conseguenzialmente, della luce.
Con significativa abilità, stende inchiostri, lucidi per scarpe, pastelli ad olio, sia su tele grezze e sia su cartoncini, di vario formato e spessore.
L’uso di cromatismi bruni su tele a forte trama rende una pittura di sicuro impasto, perché palpitano equilibri di umori, battono sfere di sentimenti e s’allargano onde di progetti sensibili.
La pittura di Franco Iuliano è riconosciuta come "cifra" di alto livello, è comprensibile e, con facilità, identificabile.
Si riesce a captare la volontà dell’artista di significare, con tratti, brevi e decisi, guidati da una grafia esperta, abbinati a vettori cromatici, determinati da gesti misuratissimi, un calibratissimo ventaglio di motivi di strutture visive.
Franco Iuliano ha scelto trame grezze per arrivare a corrompere gesto e luce e per far sì che attecchisse una strofinata calamita di colori, regolata da reticoli di segni, segnacoli e segnature.
 
Napoli/Roma, 2003

Maurizio Vitiello

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