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- .........Rosalba Leo con una nuova produzione, incentrata a raccogliere tracce,
linee e vissuti del Sahara, pone all'attenzione della fruizione immagini icastiche.
- La giovane artista realizzava, anni fa,
opere geometricamente intonate e composizioni con riferimenti nutriti di ordine stilistico
ed anche concrete aperture grafiche e reticolati modellati con pulita perizia disegnativa.
- E, più recentemente, incapsulava nelle tele
i battiti dell'universo indagando ed indugiando nelle spire cosmiche e nelle sinuosità
dell'infinito,
- Rosalba Leo cercando di assorbire, con
puntiglio onirico, vaste spazialità e contrappunti celesti, inseguiva e sottolineava, di
riflesso, intimi sommovimenti dell'anima, nonché tendeva a condensare il senso della
bellezza e dell'ordine della natura.
- Le galassie fiorite dell'artista
significavano voglia di purezza ed allontanamento dai risvolti negativi della vita
quotidiana. Oggi, con una serie rivolta alla terra sahariana, Rosalba Leo stravolge
l'indirizzo telescopico della sua ricerca pittorica ed attratta da un luogo-simbolo del
globo cerca di identificare, in un processo di analisi visiva, condensati rarefatti e/o
imprigionati, che resistono alla polvere del deserto, alla dissoluzione dell'ambiente e ai
cambiamenti peggiorativi territoriali.
- Le ultimissime prove dell'operatrice
casertana ci conducono a rivisitare, al di là di misure stereotipate, un universo
terrestre di situazioni, anche "al limite".
- "Cammello", "Acacia del
deserto", "Muflone", "Onde di sabbia", "Rilievi",
"Tracce", "Gazzelle", tutte tecniche miste, ci raccontano il gioco
sottile dell'operatrice, dedita a ritrovare in momenti ed episodi squarci di vita della
zona desertica. Anche dall'oceano di sabbia emergono tracce passate che ci istruiscono
sulla vita di un tempo.
- Anche se la desertificazione aumenta, il
Sahara nasconde tesori e rivela, in continuazione, suggestioni multiple.
- Non solo le temperature alte ed il colpevole
sole a picco, i silenzi che cavalcano le dune e il freddo, che taglia il respiro nella
notte, ma anche il ghibli, vento caldo-secco, violento, caratteristico del territorio
libico, che trascina nugoli di sabbia finissima e riassetta l'orografia, e i tuareg,
berberi nomadi viventi nel Sahara occidentale, ragguagliano sulle variazioni ambientali e
sulle relatività esistenziali.
- E' significativo che Rosalba Leo voglia
indicare non solo i sensi di un territorio ostile, ma i vigori di una storia passata e il
filo d'orizzonte contemporaneo. Fondamentalmente, l'artista tende a conciliare
nell'odierno momento di espressione figurale una transizione.
- Quasi toccata da una presa di coscienza
"terrestre" si è allontanata da visioni cosmiche per focalizzare attraverso la
disamina dell'universo sahariano palpiti cromatici, rilievi coloristici, estremi impasti.
- Si cimenta l'artista a condurre la mano a
manipolare pigmenti e colle, resine e materie per arrivare ad impiantare non abbandoni, ma
caratterizzazioni della natura e lasciti dell'avventura umana.
- Rosalba Leo riscopre le orme degli antichi
animali, i graffiti delle caverne, nonché le condizioni attuali.
- Non è più rivolto il suo sguardo creativo
al cielo, bensì è diretto al mondo sahariano.
- Segnando passi diversi, ha ribaltato il
senso della ricerca avvicinandosi a ciò che è prossimo, ma ancora non totalmente
conosciuto nel suo percorso storico ed anche sconosciuto nella sua incommensurabile
valenza misterica. L'Africa affascina e svela.
- Intrighi, abbagli, allucinazioni, illusioni,
inganni, travisamenti, ma non solo, rilasciano molteplici sogni e concetti e con questi
s'accompagnano altri sensi e significati.
- Nella voglia di "far pittura"
dell'artista emerge la consapevolezza che lo spaccato di questa terra possa ancora
nascondere, ma anche offrire ulteriori possibilità di conoscenza.
- La sua voglia di contatti ravvisa e non
esclude il gusto della scoperta.
- Rosalba Leo intende con questa silloge
visiva di notazioni rimarcare caratteri ed equilibri dell'ambiente, nonché appunti di
alienazioni.
- L'artista sa bene che non è affatto facile
risalire a contenuti e a caratteri.
- Ma sa che ogni rappresentazione deve essere
forte, più che adeguata.
- Non osa diluire gli effetti e con sedotta
emozione replica ciò che ricorda e ciò che le appare da altre fonti, da quelle filmiche
a quelle documentali.
- Nella realizzazioni di tese elaborazioni
intende far convergere amalgamate situazioni pregresse ed urticanti collisioni
atmosferiche.
- Non cede al gusto del consueto impatto
visivo con cui si può o meno riscontrare il Sahara, ma si sforza di regolare battute
pittoriche di un testo ancora tutto da leggere e revisionare.
- Con legittima predisposizione esplorativa
cede solo alla teoria del batticuore.
- Pur cercando di serbare, agitando i colori,
quei turbamenti che nutre, estroflette, in soluzioni affettive, particolarismi
corrispondenti.
- Gli innumerevoli impulsi che l'appassionano
si mitigano nella meditata esecuzione di dipinti, inclini a restringere il mito del
miraggio e ad oltrepassarlo definitivamente.
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- Napoli, 2002