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           Maurizio Vitiello su Giovanni Manganaro
            

I frammenti  vicani di Giovanni Manganaro

 

Giovanni Manganaro, da sereno uomo mediterraneo, porta avanti, con talento e serietą, un’indagine cromatica, con trattazioni semplici, lineari, quasi trasparenti.
Su fondi neri ripropone oggetti squisitamente afferenti alla sua personale realtą ed inserti della  sua Vico, terra accogliente, magica, tranquilla.
Con successive sovrapposizioni declina, con guizzi elettrici verticalizzati, memorie sedimentate ed utili per ridefinire coscienza e ragioni del cuore.
Da abile e profondo conoscitore di inchiostri, colle e vernici, che saggiamente tratta, imposta redazioni che inglobano senso grafico e trattazione pittorica.
Facendo appello ad un forte dominio tattile, segmenta la spazialitą e su doppi piani sottolinea uno spazio evocativo con ritagli e flashes immaginativi.
Questo linguaggio, frutto di trenta anni di dura applicazione e continuo lavoro, fa convergere sulle tecniche miste su legno testi visivi con trame e orditi dalle combinazioni estreme.
Orme di vita e schegge di fantasia, legate in una serie di brillanti e vivaci accordi, sono manipolate in aggettanti geometrie che amplificano un’architettura di inserti attuali e di recuperi memoriali.
Le composizioni, nutrite dal valore dei frammenti, che ricalcano ricami mentali, intarsi, applicazioni e sagaci contrassegni, disposti con capace equilibrio semantico, indicano tragitti evocativi.
Tra disvelamenti e rivelazioni, ispessite da iniezioni cromatiche o tratteggiate da proliferazioni segniche dissonanti, le elaborazioni di Giovanni Manganaro istruiscono una rete di conoscenze su una teoria di rimandi odierni e di reliquari memoriali.
Nell’essenzialitą espressiva di Manganaro si riescono a cogliere recuperi magistrali, dovuti a materiali di risulta, efficaci inserimenti di nodi culturali contemporanei e risvolti razionalizzati di radici della sua terra vicana, sempre contrappuntata ed amata.
Le stesure di Giovanni Manganaro, aperte e suscettibili di affinamenti, incamerano segnalazioni e significazioni che fanno palpitare trascendenze e trasalimenti.
Nelle ultimissime prove ritroviamo corrispondenze coloristiche e tracciati geometrici che evolvono un verso linguistico simbolico, incline alla mutevolezza.
I lavori di Giovanni Manganaro non rappresentano reali epifanie paesaggistiche, ma sostanziano suggerimenti di ragionate emozioni in spaccati spaziali.
 
Napoli-Roma, 2003

Maurizio Vitiello

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