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Un'opera
di Gabriele Marino |
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- Gabriele Marino, che conosciamo da molto
tempo, è sempre in continua, instancabile, quotidiana attività.
- Questa voglia perenne di esserci notifica,
in maniera genuina, la grande passione per larte e per la vita che il bravo e
qualificato artista manifesta, sia in ambito di "Terra di Lavoro", che in altri
luoghi, non solo del Sud.
- I suoi ultimi frequenti spostamenti al Nord
Italia e in Europa. di sicuro, preludono ad un futuro giro di mostre, che, probabilmente,
principieranno da Torino.
- Gabriele Marino è tra gli artisti più
impegnati e più solidamente interessati al ciclo delle novità globali e dall11
settembre 2001 si è fortemente impegnato ad inquadrare in pittura i cambiamenti storici
del pianeta, ricercando tra motivi e motivi.
- Ma qualche volta conviene fermarsi e
guardarsi attorno, quasi per poter riprendere fiato e dare sostanza alle attese.
- Un "fermo-pausa" è
questoccasione espositiva, tutta volutamente inserita in un contesto di tono più
pacato, che oserei affermare di taglio intimistico.
- Gabriele Marino coglie, nelle sue tecniche
miste e nei suoi raccolti acquerelli, nella porta di una dimora o di una casa
manifatturiera la certezza di una soglia, di un limite, ma anche di un varco, di
unapertura al sociale.
- Il suo sguardo indugia su tante porte
esterne splendenti, laccate, rinfrescate dalla vernice o su laceri e consunti portoncini
di palazzetti o di case unifamiliari o su portoni ammaccati dalle violenze o vetusti di
fabbriche e di ville.
- La porta delle case borghesi e di rango
nobiliare a Napoli, ricordiamo, venivano aperte al mattino presto ed una seconda porta con
vetro opaco, su cui, talvolta, era incisa la cifra familiare, permetteva a chi era
allinterno di vedere con discrezione lesterno e di mantenere un pudico
contatto.
- Soltanto rari casi oggi si resistono.
- La porta mediterranea, quella partenopea in
particolare, fungeva, una volta, da invitante sentiero del limite, ma mai si distingueva
come soglia di preclusione.
- Gabriele Marino si è soffermato, mesi fa, a
guardare una porta di una casa e qualcosa lha colpito.
- Un sentimento di riappropriazione lha
spinto a colmare il foglio nudo ed immacolato ed allora perché non "leggere"
gli accadimenti mondiali e quelli di "casa nostra" riproponendo lumore dei
graffitisti, il "non sense" dei vandali, il deamicisiano buon cuore dei
romantici stregati dalla luna e dallamore, il segno politico di devastante
incoerenza, il tormento religioso di chi si sente eremita nella metropoli
.
- La nostra epoca, con i sussulti quotidiani,
mai pacifici, può essere vista, controllata, esaminata e vissuta grazie ad
unanalitica presa di coscienza, corroborata anche dalla disamina di ciò che porte,
portoncini, portoni possono offrire, tra pilastri e verde.
- Non sembri strano questapproccio;
vicino casa, talvolta, le notizie del mondo si fermano, prima di sedimentarsi in storia o
prima di essere lavate.
- Su fuochi di segni, su reti di parole e su
scontri di frasi ha calato il suo interesse Gabriele Marino, che da pittore ne gusta il
sovrapposto intrigo.
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- Napoli/Roma, 2003
Maurizio Vitiello
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