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           Maurizio Vitiello su Antonio Nardulli

LE SCULTURE DI ANTONIO NARDULLI

 

 
 
.......... Abbiamo avuto la possibilità di conoscere Antonio Nardulli alla mostra "Identità Plastiche", allestita a Marcianise (BN), nell'estate del 1996.
.......... E' un artista sensibile che lavora, da molti anni, la pietra e da fine scultore intende proseguire studi sulle possibilità estetiche di vari materiali, tra cui, in particolare, il tufo.
.......... Ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Napoli ed ha insegnato all'Istituto Statale d'Arte di Cerreto Sannita e a quello di San Leucio di Caserta, nonché al Liceo Artistico Statale di Napoli.
.......... Dal 1957 è operativo ed ha partecipato a numerose collettive, rassegne e a diverse manifestazioni artistiche.
.......... L'abbiamo rivisto a Caserta all'ultima sua personale al Centro Iniziative Artistiche Culturali "Raffaele Soletti", spazio ottimamente coltivato e diretto da Gabriele Marino.
.......... Il forte interesse che dimostrano artisti di varie latitudini per la scultura ci fa comprendere che l'estetica volumetrica non rasenta più i margini dell'estrinsecazione della forma.
.......... Nell'attuale contesto visivo campano l'opera di Antonio Nardulli si pone in evidenza e sostanze positivamente il percorso della scultura, nonché i suoi variegati accenti e le sue più coerenti manipolazioni.
.......... Le ultime interessanti opere di Nardulli risultano sintesi di una raggiunta e felice maturità artistica.
.......... Nelle sue sculture abbiamo la possibilità di cogliere prontamente la misura dell'uomo.
.......... Nella loro concretezza siglano annotazioni sincere, e, talvolta, severe, di ieratica bellezza e conquistano perché attingono da un'etnostoria ben consolidata, quale quella magno-greca.
.......... Ridefiniscono e ridisegnano presenze che hanno attraversato la storia e il mito.
.......... In una voluta verticalità, stratificata a sezioni, ragguaglia tensioni e richiami assoluti.
.......... In una visione allertata e consapevole sviluppa allusioni e, cosi, rimanda a riflessi di epoche passate, che ancora ingannano il contemporaneo.
.......... Ogni lavoro, estrapolato dal tufo, che poi è inchiostrato da sagge e segrete misture, preparate con vari ingredienti e soluzioni, quasi rende presenze fauste, tradizioni orali e sapori della natura.
.......... E' nella capacità dell'artista rimandare, confinare, sintetizzare figure fortemente rappresentative di una classicità che spazia dalla mediterranea alla mediorientale, da quella sacra a quella profana.
.......... Ogni opera di Antonio Nardulli è memoria di un tempo, salvataggio dall'oblio, nonché ritrovo di vissuti.
.......... Antonio Nardulli seziona ed incide il tufo e raccoglie argomenti, dagli afflati arcaici alle duttili ironie, e rammenta nelle elaborazioni segniche persistenze semantiche, inossidabili nella loro carica di valori.

Maurizio Vitiello

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