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           Maurizio Vitiello su Vittorio Piscopo

"LO SPIRITO INDOMITO DEL FUTURISTA VITTORIO PISCOPO"

 

 
 
.......... Incredibilmente i futuristi oltre il 2000 risultano sulla breccia.
.......... Oggi a Napoli operano tre artisti che hanno avuto consistenti contatti con il movimento futurista e rispondono ai nomi di Vittorio Piscopo (Acerra (NA), 24 ottobre 1916), Guglielmo Roehrssen (Ercolano (NA), 10 novembre 1913) e Giuseppe Antonello Leone (Pratola Serra (AV), 6 luglio 1917).
.......... A questi artisti, in tre momenti distinti, la rivista "Il Cerchio", diretta da Giulio Rolando, ha dedicato servizi di ampio respiro.
.......... Vittorio Piscopo e Guglielmo Roehrssen sono stati considerati nella mostra "Futurismo e Meridione", a cura di Enrico Crispolti, allestita negli accoglienti e splendidi ambienti del Palazzo Reale di Napoli, nel 1996.
.......... In un riquadro con la titolazione Piscopo il partenopeo "Dipingevo la rilvoIta", inserito in un più ampio articolo, intitolato Napoli come Venezia "Ecco la sede della cultura", a firma di Stella Cervasio, pubblicato sulle pagine napoletane del quotidiano "la Repubblica" poco prima dell'inaugurazione dell'esposizione "Futurismo e Meridione", si segnala un'affermazione dell'artista Vittorio Piscopo: "Il mio lo hanno definito neofuturismo. Io fui un ribelle: il Futurismo lo concepisco come pathos spirituale".
.......... Giuseppe Antonello Leone non è stato presente a questa rassegna ed il critico Ugo Piscopo in un passaggio di uno scritto (1) ci suggerisce: "Da ragazzo durante l'apprendistato scolastico, rimase folgorato dalle trasgressioni del futurismo, in particolare dalle riduzioni in Depero delle misure umane a sequenze marionettistiche e dalla gestualità plastica e primigenia di Sironi. Sui fondali della sua fantasia, intanto, si comincia ad aggirare suggestioni delle analisi e scomposizioni della luce di Balla e delle sintesi dinamiche di Boccioni".
.......... Nelle ultime personali a "Spazio Arte" di Via Santa Maria di Costantinopoli e al Centro Studi "La Fayette" di San Giorgio a Cremano (NA) e in una collettiva alla Galleria "Immagine NEA", di Via Salvator Rosa, intitolata "Giovani: ieri, oggi, sempre", voluta ed organizzata da Adolfo Giuliani, abbiamo incontrato pimpante come sempre Vittorio Piscopo, con l'immancabile auricolare e la sua voglia di raccontare e di raccontarsi.
.......... Se gli capita un foglio sotto tiro e giocherella con dei pennarelli inventa un ritratto.
.......... Non lesina a nessuno qualche suo intervento e molti Pulcinella in nero, verde, rosso possono invadere con ritmi allegramente elettrizzati una serie di fogli di carta.
.......... Predilige questa figura che fa saltellare in tarantelle pluricromatiche.
.......... Con Giuseppe Scaiola, artista savonese, che prossimamente esporrà a "Villa Campolieto", Maria Pia Daidone, eccellente operatrice nota per gli "Accertamenti Metropolitani", Angelo De Palco, articolista-medico-creativo, ed altri amici ci siamo incontrati con Vittorio Piscopo e il suo "entourage" nell'ospitale multispazio de "L'Arco di Magliano", diretto con giudizio e passione da Tommaso Giaquinto, ed anche in quest'occasione il maestro si è prodotto in una performance di altissimo livello.
.......... Ha sottoposto la nutrita platea di commensali ad un'elencazione di "verità futuriste" e tra impeti verbali e gesti arditi ha colpito ed affondato destando un'attenzione massima.
.......... Alla fine ha ritratto Scaiola con somma sintesi cogliendone spirito e sapienza, non mancando, però, di stendere altri appunti ed altre fisionomia in rapida sequenza.
.......... Vittorio Piscopo ribatte ogni dì la voglia di continuare il suo credo futurista e non gli mancano accensioni per rivitalizzare il motore futurista che ha nel cuore.
.......... Sembra proprio non perdere smalto e vitalità.
.......... Alla fine del testo di presentazione che ha scritto per la personale al Centro Studi "La Fayette" (16 - 30 ottobre 1999) così concludeva: "Il Futurismo si qualificò come un nuovo principio filosofico attraverso i programmatici undici punti.
.......... Bandì qualsiasi formula estetica rappresentativa per non finire nella banale definizione iconografica con lo scopo di sovrapporre il termine ideale di "Marciare e non Marcire". Il Futurismo è prospettiva di un "caos", di movimento continuo traumatico del pensiero creativo. Rappresenta un nuovo Umanesimo della civiltà meccanica del secolo ventesimo spinto nello sforzo di realizzarsi attraverso le stesse leggi cosmiche che dominano, l'immensità dell'Universo".
.......... Queste parole si attagliano alla personalità prorompente ed accattivante di Vittorio Piscopo, che saggiamente ora dosa gli sforzi, ma che ha sempre cercato di manifestare la sua incrollabile volontà di dinamicizzare qualsiasi tema concepito.
.......... Centrifuga i segni anatomici come inquadra in sagge multiple divisioni gli sforzi delle discipline sportive, che gli hanno sempre ricordato la civiltà greca.
.......... La libertà espressiva, coniugata con il palpito dinamico, lo ha posseduto e lo sport, come possibile caratura dello sforzo umano, lo ha affascinato tanto da fargli organizzare un viaggio in Grecia, a cui tiene molto, nel luglio del 1995 con una compagine di artisti che gli è ancora grata.
.......... Non dimenticheremo mai gli occhi lucidi del compianto e bravo "neo-futurista" Pasquale Forgione nello studio-laboratorio di Fidia e non si cancellerà dalla nostra mente l'infinito stupore provato dinnanzi ad un "Ermes", una statua di Prassitele, che ci viene confermato da Will Durant (2) che sottolinea: "Descrizioni, fotografie e riproduzioni non riescono a rendere la qualità dell'opera; bisogna osservarla nel piccolo museo di Olimpia e, senza farsi notare, passare un dito sulla sua superficie, per sentire la consistenza soffice e viva di questa carne di marmo."
 
Note
.......... 1. Piscopo, Ugo, Per Giuseppe Antonello Leone, in Giuseppe
.......... Antonello LEONE. TOPOI LITHOS POIESIS, Maratea 1998, p. 77.
.......... 2. Durant, Will, STORIA DELLA CIVILTA'. IL MONDO ANTICO. VOL. II.
.......... LA GRECIA. Tomo II. DA SOCRATE ALL'ELLENISMO, Cuneo 1992, pp. 251-2.

Maurizio Vitiello

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