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- .......... Insieme all'artista Maria Pia Daidone e al cantante-musicista Giulio
lervolino, una domenica di gennaio del 1999, mi sono, di nuovo, recato al "Salotto
Tolino".
- .......... Già qualche anno fa, introdotto e presentato dall'editore Rodolfo
Rubino, sue le pubblicazioni che vanno sotto la sigla I.G.E.I. (Istituto Grafico
Editoriale Italiano), anch'egli appassionato di "cose napoletane" ed autore di
poesie in lingua partenopea, ho avuto modo di conversare con Salvatore Tolino,
d'incontrare simpatiche persone e di visionare la sua raccolta.
- .......... Si tratta di un fondo, davvero formidabile, della memoria
artistico-canora napoletana.
- .......... Ancora oggi lo studioso, l'appassionato, l' "addetto ai lavori"
hanno difficoltà a reperire materiale.
- .......... Solo grazie a contatti personali con i detentori delle variegate memorie
dello spettacolo napoletano e mettendosi in corrispondenza con qualche istituzione
pubblica è possibile riuscire a riacciuffare ricordi.
- .......... Credo che gli amministratori dovrebbero sforzarsi nell'aprire un luogo
deputato ad accogliere passato, presente e futuro della musica napoletana.
- .......... Sul quotidiano "Il Mattino", del 31 dicembre 1996, scrivevo,
per la rubrica "Dialoghi con i lettori", quanto segue: "Ho letto con
attenzione l'articolo di cronaca e la nota soddisfatta di Roberto Murolo, in prima pagina,
riguardante lo stanziamento di cinquecento milioni per far nascere il "Museo della
Musica Napoletana". La proposta di un "Museo della Canzone Napoletana" di
Luca Ferrari è stata gradita sia da Antonio Bassolino, autore di un consistente
emendamento, sia da Franco Di Mauro, che ha allargato il senso dell'iniziativa suggerendo
la denominazione di "Museo della Musica Napoletana" sia, infine, dai componenti
del Consiglio comunale di Napoli che l'hanno all'unanimità approvata. Resta da chiedersi
dove sarà localizzata la sede. Certo la città ne offre. Si dovrebbe passare ora alla
fase operativa che dovrebbe accogliere documenti e rendere multimediale ed interattivo lo
spazio. Oltre al fondo di Ettore De Mura, già di proprietà del Comune, si potrebbe tener
conto, per l'arricchimento delle raccolte, dell'esistenza in città di vari collezionisti
di spessore. Ricordiamo oltre agli eredi di musicisti, poeti ed autori, ad esempio, le
interessanti raccolte di Raffaele De Novellis e di Salvatore Tolino, che hanno
collezionato, con amore, e spesso con enormi sacrifici personali, copielle, autografi,
partiture, cimeli, libri, dischi, nastri, manifesti, locandine ed altro."
- .......... E proprio da Salvatore Tolino ho trovato il dépliant illustrato, con
foto in b/n, del "Festival della Canzone Napoletana", organizzato da Ernesto
Murolo con Ernesto Tagliaferri dal 24 dicembre 1931 al 10 gennaio 1932 al Casinò
Municipale di San Remo (poi presentato anche a Milano e a Lugano), a cui ha partecipato
mio nonno materno Pasquale Sirabella con notissimi artisti, tra i quali Nicola Maldacea,
Ada Bruges, Vittorio Parisi, Mario Massa, Ferdinando Rubino, Clara Loredano, Carlo Buti,
Giorgio Schottler (gran brava persona), Alfredo Sivoli (che conobbi nel 1967 [?] in un set
a Pompei, impegnato come lui come figurazione speciale nel film "Good-bye Mr.
Chips", che vedeva protagonisti Peter O'Toole e Petula Clark) Mario Pasqualillo,
Arturo Gigliati, mentre da Raffaele De Novellis ho trovato foto e altre documentazioni
sempre su mio nonno, oltre a una vastissima serie di materiale di grandissima importanza
sul mondo della canzone napoletana.
- .......... Pasquale Sirabella è ricordato come maschera di "Tartaglia"
nel libello succitato (oggi è possibile, grazie ad un'iniziativa, di qualche anno fa, del
quotidiano "Il Mattino", rivedere in video la riproposizione di un filmato
dell'Istituto Luce con brani del "Festival Napoletano" di San Remo e mio nonno
in varie sequenze ed anche nell'assolo in voce dell' "Ostricaro Fisico"), ma lo
si ricorda, ancora oggi, anche nei panni di "Zuzzurro".
- .......... Il duo comico "Zuzzurro e Gaspare" prende metà del nome
perché l'attore Brambilla rimase colpito da una fondamentale scena del "Giudizio
Universale", film realizzato da quel mostro sacro e pluripremio Oscar che risponde al
nome di Vittorio De Sica.
- .......... Mio nonno in una nobilissima ed icastica sequenza del film a episodi
-seguiva ai bravissimi Ernest Borgnine, Fernandel e Pietro De Vico- si faceva largo tra la
folla, che attendeva il famoso "Giudizio Universale", e lanciava l'accorato
appello al cielo: "lo mi chiamo Zuzzurro".
- .......... Qualche anno fa partecipando, nella sede Rai di Via Teulada, al programma
radiofonico "Viaggio nella Fantasia", ideato, condotto e musicato da Ennio
Forte, Docente di Economia dei Trasporti alla Facoltà di Economia e Commercio
dell'Università degli Studi di Napoli "Federico Il", parlai del mio avo.
- .......... Riuscii anche a convincere un tecnico a pulire un disco stampato,
probabilmente intorno al 1910, dalla Società Fonografica Napoletana, un vero cimelio, e
si riuscì a far ascoltare la canzone "Mbracc' 'a me", di.A. Barbieri - V. Di
Chiara, Ed. Bideri, 1908 (anche riportata sul III volume della Enciclopedia della Canzone
Napoletana", ben costruita da Ettore De Mura, a pagina 170, come canzone di successo
per ordine alfabetico, e a pagina 267, come canzone di successo per ordine cronologico del
1908, con la seguente differente dizione "MBRACCIA A ME! ", i cui primi versi
sono: "Tore è partuto - e solo si restata/Che te lusinghe a ffà?").
- .......... Ricordo che Ettore De Mura lo chiamava spesso al telefono per chiedere
importanti informazioni su quel tale gruppo di posteggiatori o su quel tale spettacolo, su
un'edizione della "Piedigrotta" o su quel cantante d'inizio secolo, e mio nonno,
che conservava una memoria eccellente ed aveva conosciuto moltissimi artisti, riusciva ad
esser felice nel rispondere con notizie certe e prodigo l'aiutava con opportuni
suggerimenti.
- .......... Lo ricordo che controllava documenti della sua bella vita artistica e
fornì fotografie rare, se non rarissime, forse uniche, ad un entusiasta Ettore De Mura, a
cui rispondevo giovanissimo allo squillar del telefono, intrattenendomi scherzosamente.
- .......... Alle pagine 352-353, del secondo volume, De Mura su Pasquale Sirabella,
nato a Napoli l' 8 settembre 1882, scrive: "Al Politeama Giacosa, nel 1905, iniziò a
cantare quale capo-corista. Nel settembre dello stesso anno, alla Fenice, dopo le commedie
recitate da Luigi De Martino, cantava Sciurdezza bella! e Birbantella
della Casa Pierrot. Poi fu al famoso Gambrinus con Sapio e Franco Palumbo. Nel 1910 prese
parte, al Teatro Moderno, alla Piedigrotta della Casa La Canzonetta. Un anno dopo
partecipò ad una tournée organizzata dalla Poliphon. Con Donnarumma fu, nel
1921, alla Sala Verdi, applaudito cantante. Interprete di canzoni, corista, ebbe parti di
attore nei preamboli alla Piedigrotta; fu anche tarantellista ed a tal proposito
ricordiamo il simpatico episodio che avvenne alla Sala Umberto di Roma, nel 1927, quando
il pubblico, non avendo voluto Pasquariello concedere il bis di Un accordo in fa,
accolse il successivo numero, il Sirabella - dai romani appellato er fichetto - e
altri tarantellisti con una sonora fischiata; allora il Sirabella corse tra le quinte per
invitare Pasquariello a concedere il bis; -ma si sentì rispondere: "Perché non lo
canti tu N'accordo in fa?". Ed egli cosi fece, guadagandosi l'elogio dello
stesso Pasquariello. Ritiratosi dal teatro nel 1930, frequentò la Casa editrice La
Canzonetta, ove, con occhio di appassionato, seguiva l'andamento artistico della Casa e
tutti i suoi spettacoli di audizioni."
- .......... Ricordo che, negli anni '50-'60, d'estate mio nonno preferiva fermarsi
allo Chalet delle Palme a Via Caracciolo, e godere il fresco, mentre d'inverno sostava in
Galleria Umberto I, che per i napoletani è semplicemente "la galleria", e gli
artisti celebri e meno famosi che passavano lo salutavano calorosamente, e con stima,
dandogli del cavaliere.
- .......... Frequentava il Teatro San Carlo e le sale cinematografiche, si teneva,
insomma, sempre aggiornato.
- .......... La "Mostra Storica Permanente del Teatro, della Poesia e della
Canzone Napoletana" (Via Amato di Montecassino, 7 80136 Napoli) è da vedere e
se qualche appassionato di cose napoletane decidesse di venire a Napoli può senz'altro
mettersi in contatto con Salvatore Tolino che l'ha organizzata; basta vedere sull'elenco
telefonico della città.
- .......... Ad esordio di scritto ho citato Maria Pia Daidone, valente artista
visiva, che sta riscuotendo un fortissimo successo con i suoi ultimi lavori, richiesti da
molte gallerie ed anche da istituti museali.
- .......... L'eccellente artista, dopo "Cerchi Graffiti" e
"Nonsolocerchi", sta procedendo con la nuova serie "Accertamenti
Metropolitani", di sapore "pop" e nettamente originale, nonché di qualità
e livello per tenuta estetica, sostanziata dai famosi "grattini" utilizzati per
poter parcheggiare nella città partenopea.
- .......... Maria Pia Daidone ha preparato visioni ironiche, dai risvolti
"popular" e senza dubbio ammiccanti e freschi, con i grattini del parcheggio,
foglietti con le caselle argentate, comuni in molte città italiane.
- .......... La bravissima artista partenopea non ha tralasciato di considerare anche
gli "accertatori", nuove figure della scena metropolitana quotidiana, che spesso
in coppia, o a gruppi di tre, vagano per i parcheggi coi blocchetti delle multe alla mano
per punire i cittadini trasgressori.
- .......... Gli automobilisti devono ora fare i conti con una nuova procedura per la
sosta e non sanno più se essere angeli o diavoli.
- .......... L'artista è stata ultimamente presente alla rassegna ''PERCORSI E
SEGNALI ARTE DI FINE MILLENNIO NEL MEZZOGIORNO D'ITALIA", allestita alla Biblioteca
Comunale di Massafra, insieme a Bepj De Finis, Antonio Gigante, Pino Lacava, Giovanni
Leone, Oronzo Liuzzi, Michele Martinelli, Nicola Andreace, Cosimo Bude ta e Aldo
Fulchignoni, altro artista napoletano, che, da tempo, lavora su coordinate astratte,
tangenti al "Madi" e contigue al dettato del Gruppo "Geometria e
Ricerca", agganciato per diversi aspetti al precedente MAC.
- .......... La bravura di Fulchignoni si raccoglie in due versioni: sulla prima si
stagliano strutture modulari nette, definite sull'intero corpo della tela con pochi eletti
colori, che intendono girarsi in una motilità per conquistare lo spazio; sulla seconda è
privilegiata una centralità operativa, segmentata da tracciati ed esaltata da frequenze
geometriche, telescopicamente sottolineata e misurata da un occhio-schermo, trattato
perimetralmente con più ritorni di pennello, ed il tutto è incardinato in un'ulteriore
cornice-sipario su cui batte un nero da fondo cosmico, attraversato da linee che ravvivano
bagliori traccianti.
- .......... Nel voluto doppio passo esprime una doppia base su cui poggia e s'innalza
una cifra pittorica vista allo specchio e, cosi, nella dualità espressiva emerge una
chiara identità, una forte specificità, un'eloquente singolarità.
- .......... E sempre ad esordio di scritto ho anche citato Giulio lervolino, a cui
preme far conoscere il suo fine mestiere d'artista musicale.
- .......... Ho pensato, quindi, d'introdurlo in uno di quei luoghi deputati ove
transita tradizione e modernità.
- .......... Salvatore Tolino, autore di poesie e di canzoni (da gustare la
pubblicazione "55 Canzoni di Salvatore Tolino dal 1953 al 1996", con prefazione
di Mimmo Liguoro, curato dall'istituto Grafico Editoriale Italiano, del bravo e sapiente
Rodolfo Rubino), che intende sempre portare a conoscenza degli amici le voci napoletane,
ha invitato, qualche giorno dopo, Giulio lervolino ad esibirsi.
- .......... E Giulio lervolino si è prodotto al meglio la domenica mattina del 21
febbraio 1999.
- .......... A "Gli Amici della Domenica del Salotto Tolino" ha fatto
ascoltare "Era de maggio", "I te vurria vasà", "Serenata
napulitana", "Canzona Marenara", "Lo cardillo",
"Affacciate", "A vucchella", "Feliciello", "Dimane ...
chi sa? ... ", "Si fosse n'auciello", "Le donne al volante".
- .......... Ed alla fine ha cantato "Mare e Luna", vera sorpresa per
numerosi presenti.
- .......... Colpito dai versi di "Mare e Luna", una poesia di Salvatore
Tolino, tra l'altro già musicata da Amedeo Pariante, aveva pensato di armonizzarla con
una diversa impostazione ed alla prima presentazione ha raccolto consensi.
- .......... Ricordo bene la figura distinta e garbata di Amedeo Pariante, segnalato
da Giuseppe Marotta in "L'oro di Napoli", che qualche volta ho visto in
compagnia di una giovanissima e brillante Marisa Laurito, che esordì come Benedetto
Casillo, attore comico, e Mario Maglione, cantante-chitarrista, al teatrino che costruii
ed organizzai alla fine degli anni Sessanta, con altri amici al Convento di San Francesco
dei Padri Cappuccini al Corso Víttorio Emanuele, 730.
- .......... Ma questa è un'altra storia.
- .......... Alla prossima.