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La mostra "Progettualità, creatività e ricerca artistica al femminile in Italia e
Slovenia", dopo aver avuto un primo impatto con il pubblico al Castello Fienga di
Nocera Inferiore (SA), è stata trasferita ad altra sede ed è stata inaugurata sabato 7
giugno 2003, alle ore 19, a Villa Lanzara - del Balzo di Sarno, in provincia di Salerno, e
sarà visitabile sino sabato 21 giugno 2003, dalle ore 17.00 alle ore 20.00 di tutti i
giorni, ma probabilmente verrà prorogato questo termine, dato il successo di critica e di
pubblico.
- La rassegna si avvale del patrocinio del
Comune di Sarno ed è organizzata dallAssociazione Culturale "Il Ponte" di
Nocera Inferiore, con alla testa Mimmo Pagano, gallerista con trenta anni di attività
alle spalle.
- Lesposizione presenta le opere di
cinque artiste italiane: Anna Crescenzi, Maria Pia Daidone (sito internet:
www.daidonearte.cjb.net), Rosa di Brigida, Mirella Monaco, Bianca Perrucci e di cinque
artiste slovene: Irene Brunec, Klementina Golia, Nora de Saint Picman, Mira Narobe, Metka
Erzar.
- La mostra è corredata da un catalogo,
curato dal critico Damir, che presenta le artiste slovene, da Cristina Tafuri che ha
curato le artiste italiane, e da unintroduzione di Rosario Pinto, che da anni è
interessato alle problematiche dellarte "al femminile".
- Rosario Pinto afferma e segnala, nel suo
testo, che se dallantichità troviamo documentata la presenza femminile nel contesto
della produzione artistica, tuttavia, notiamo anche che la praticabilità da parte della
donna dei territori delle arti figurative è stata spesso subordinata a ragioni che
esulavano completamente dallo specifico artistico.
- Tali condizioni di obiettiva difficoltà
sono presenti praticamente in tutti i contesti storici in cui troviamo documentata la
presenza della donna come artista e valgono a prescindere dal taglio di volta in volta
diverso del profilo politico, ambientale e sociale.
- Tuttavia, continua, ancora lo storico
dellarte contemporanea, Rosario Pinto, bisogna sottolineare lindicazione di
oggi di una nuova coscienza critica che va facendosi strada allinterno di un
intereresse critico-storiografico per la produzione "al femminile".
- Cristina Tafuri, valente critico darte
dellarea salernitana, che ha curato la mostra per la sezione italiana, dichiara e
sottolinea che se da tempo è stata trasgredita la barriera del silenzio verso
"laltra metà dellavanguardia", cè sempre apprensione quando
si organizza una mostra di artiste al fine di evitare iniziative grossolane che
appiattiscono e banalizzano il loro lavoro.
- Cristina Tafuri continua asserendo che la
donna nel passato è sempre stato oggetto della pittura e non soggetto per cui
lartista per essere tale ha dovuto superare se stessa, negando, a volte, perfino la
sua femminilità per affermare la sua artisticità, come dimostrano gli esempi delle poche
artiste di cui abbiamo testimonianza.
- Oggi il numero delle artiste presenti in
campo internazionale è vasto, come dimostra, appunto, questesposizione, che ospita
artiste che sono sperimentatrici instancabili, che si rimettono ogni volta in gioco,
mostrando sempe forza ed esaltazione.
- Il critico sloveno Damir, infine, nel
presentare le cinque artiste della Slovenia, scrive che appartengono alla generazione più
giovane delle arti visive e che sono del tutto differenti i loro cammini per raggiungere
la formazione e la maturità espressiva e cognitiva, nonché la delineazione delle loro
caratteristiche tecniche e laffermazione nellarea slovena.
- Tra i tratti comuni del quintetto delle
espositrici, oltre la sensibilità, possiamo certamente includere laspirazione ad
una visione universale delle arti visive, in quanto nella scelta di un adeguato mezzo di
espressione non si sono limitate ad un solo genere.
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- Napoli, giugno 2003
Maurizio Vitiello
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