-
- .......... Anche i turisti americani in visita a Sorrento hanno subito un forte
contraccolpo con gli eventi dell'11 settembre. L'attacco terroristico alle torri gemelle
di N.Y. e al Pentagono ha annientato le gioie di una vacanza nella "terra delle
sirene". Tutto il popolo americano è stato colpito ed umiliato. La potenza
statunitense ora dovrà replicare; ma quando e dove? Ho visto, ancora qualche giorno dopo
l'apocalisse newyorchese, ad una mostra aperta al pubblico della città sorrentina,
affranti, schoccati, persi nel loro dolore e vagare molti americani con nessuna voglia
più di viaggiare, ma con l'intenzione fermissima di ritornare al più presto in patria e
di ripristinare la normalità della civiltà. Ho parlato con alcuni che visitavano
l'esposizione. Erano lì per riprendere le redini dello spirito affranto e riposizionare
un equilibrio scosso, cercando conforto e certezze da immagini, da interpretare, in questo
caso, nella qualità di segmenti icastici del patrimonio culturale occidentale attuale.
- .......... La rassegna, che è stata prorogata sino al 31 ottobre 2001, visitabile
dalle ore 8.30 alle 23.45, nell'accogliente spazio del Chiostro del Carmine, a due passi
dalla famosa Piazza Tasso di Sorrento, è intitolata, significativamente, "Sentieri
ed incroci dell'arte contemporanea tra Novecento e Duemila", organizzata dalla
Galleria "Arte Sintesi" e coordinata dal bravo ed appassionato operatore
Francesco Aiello. Tra le interessanti opere presenti pitture, tecniche miste e disegni di
Ibrahim Kodra, Maria Pia Daidone, Carlo Cappuro (allievo di H. Matisse), Giuseppe Fer-
raro (allievo di R. Morgan), Armando De Stefano, Hoshino Negumi, Jesus Villar, Sante
Monachesi, Renato Balsamo, Antonio Sannino, Nico Taminto, Mario Irace, Athos Faccincani,
Giuseppe Ussano.
- .......... In particolare: Maria Pia Daidone presenta tecniche miste delle serie
"Cerchi Graffiti" e della serie "Accertamenti Metroplitani", nonché
coliages ultimi, intitolati "Dame a Palazzo"; Nico Taminto presenta lavori
preparati col caffè ed altri su tela da jeans, da cui asporta, per sottrazione chimica e
con avvedutezza di polso, il colore; Carlo Cappuro, che è stato allievo negli anni
quaranta di Henri Matisse, nel cui studio ha capito che paesaggi e uomini gli dovevamo
parlare per essere definiti sulla tela, presenta forti espressionismo infuocati, ma anche
dolcemente sensuali; Hoshino Negumi, con perizia calligrafica, ci svela mondi interiori e
sommersi, di particolare trascendenza, ed, infine, Giuseppe Ferraro ci svela la luce
trasparente nella declinazione dello "still life".