.

        .

           Maurizio Vitiello su Rino Volpe
Riflessione sulla mostra "SEGNI-ARCHITETTURE" di Rino Volpe
alla "Casina Pompeiana" alla Villa Comunale di Napoli

 

 
 
.......... Rino Volpe, nato a Napoli nel 1924, compie gli studi umanistici e giuridici laureandosi in giurisprudenza nel 1947.
Comincia a lavorare nell'impresa di famiglia e negli anni sessanta si avvicina alla pittura, che da sempre vedeva praticata dal padre, indimenticato operatore visivo e gentiluomo affabile.
Nel 1968 la sua prima mostra insieme al padre.
Espone, in seguito, in maniera sistematica, in Italia e all'estero.
Nel 1970, con il padre Pietro e la moglie Maria Sofia, apre a Napoli la Galleria d'Arte "Il Diagramma 32", che concluderą la sua attivitą espositiva nel 1998.
Quest'interessante iniziativa ha significato un punto di riferimento per la cultura e l'arte contemporanea, anche per l'organizzazione di manifestazioni e convegni esterni.
Nel 1978, Rino Volpe, in conformitą ai suoi particolari interessi per il segno e la scrittura, inizia il ciclo pittorico dei "Soprappensieri".
Di questi anni sono anche i lavori monografici dedicati a Baudelaire, Pound, Machado, Nietzsche, Tagore, mentre di particolare efficacia si presenta la ricerca sui segni linguistici con le serie "I numeri e l'Alfabeto", "Copertine in cerca di Libro", "Segni-Architetture".
Sue opere sono in musei, enti pubblici e importanti collezioni private italiane ed estere.
Con la personale, presentata da Domenico Orlacchio e da Luigi Tallarico, alla "Casina Pompeiana" nella Villa Comunale di Napoli, intitolata "SEGNI-ARCHITETTURE", conferma la scelta selezione di passi letterari e filosofici che introduce ed ingloba su dinamiche segniche e su vettori cromatici.
In una seria impostazione, con addendi metafisici ed, in parte, di derivazione e declinazione futurista, riesce a comporre una scrittura estetico-filosofica.
Rino Volpe, facendo coesistere passi scritti, segni e pittura, ha inventato un equilibrato codice linguistico proprio.
E, slacciando le sue misurate composizioni da una visivitą metafisica, delinea respiri futuribili di un'architettura, dato che viene segnalata l'unitą del rapporto segno-forma e bellezza-funzionalitą.
 
Napoli, novembre 2001

Maurizio Vitiello

torna su