
Dall'alto in basso in ordine orrizzontale:
Madison Morrison, Marc de Hay, Pascal Lenoir, Johan
Van Geluwe, Ko de Jonge, Miche Van Den Broeck, Mauro Gentile, Matteo
Albertin, Carlo Brisotto, Laura Cristin, Adolfina de Stefani, Marc
Coene, Marco Pasian, Antonio Sassu, Patrick Anderson-McQuoid,
Francesco Mandrino, Franco Piri Focardi, Maurizio Piccirillo,
Eugenie Dubreuil, Georges Chatain, Isabelle Braud, Serge Vigne,
Pierre Digan, Gianluca Scordo, Baudhuin Simon, Petra Weimar, Gunter
Grundmann, Rüdiger Westphal, Reinhard Hammann, Leticia, Tonon, Kurt
Stiliachus, Christa Behmenburg, Bob Lens, Ilkka-Juhani Taralo,
Eskola, Stradada, Carlo Fontana, Renata Galiazzo, Silvio De Campo,
Manuel Chiesa, Antonello Mantovani, Ferdi Duso, Matthew Rose, Maryse
Foure, Sylvie Gallet, Paul Tiilila, Ed Varney, Marleen van Engelen,
Pete Spence, Claudio Parentela, Miguel Jimenez Zenon.
Nei
secoli i Michelangelo e i Leonardo sono stati sicuramente
moltissimi. Ma non ne abbiamo testimonianza. Perché? Dotati
naturalmente e edotti nelle tecniche più diffuse pur tuttavia non
sono rimasti nella Storia dell’Arte. Sicuramente la Fortuna ha avuto
il suo peso. Ma si sa, come dicevano gli antichi, ognuno deve essere
artefice della propria Fortuna. L’esser bravi insomma può anche
essere un optional. O bravo talvolta corrisponde solo ad essere
artigiano, copista o peggio falsario. Possiamo negare che artigiani,
copisti e falsari manchino di doti innate quali la bravura o apprese
quali la tecnica? Eppure mancano di qualcosa di fondamentale che
supera queste premesse:l’idea.



