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Nasce ad Udine nel 1912. Dopo la morte del padre, pittore e decoratore,
compie i primi studi a Venezia e a Firenze. Si diploma in pittura a
Venezia (1931). Nel 1928 con i fratelli Mirko e Dino e con A. Filipponi
espone alla I Mostra della scuola friulana d'avanguardia (Udine,
ottobre), e l'anno seguente alla XX Esposizione dell'Opera Bevilacqua La
Masa (Venezia). Sempre nel 1929 vince una borsa di studio della
Fondazione Marangoni, grazie alla quale può recarsi a Roma, dove
incontra
Scipione, Mario
Mafai e Corrado
Cagli. Nel 1932 trascorre un periodo a
Milano, frequentando con il fratello
Mirko lo studio di Arturo
Martini. Nel 1933 espone a Milano alla
galleria del Milione .
Tra il 1934 e il 1935 è a Roma, vicino a
Cagli e al "tonalismo" da lui
interpretato con accenti che si riallacciano alla pittura veneta.
Nel 1936 si cimenta in un ciclo di affreschi per il collegio dell'Opera
Nazionale Balilla di Udine (distrutti poco tempo dopo), una delle
imprese in cui si esprime la vocazione architettonica della pittura
tonale (cfr C.Cagli, Muri ai pittori, in "Quadrante",
maggio 1933).
Nel 1937 a Parigi collabora con
Cagli alle vaste decorazioni per
l'Esposizione internazionale. Si interessa alla pittura impressionista e
cubista. E’ del 1937 una importante personale alla
Galleria della Cometa di Roma: Libero
de Libero, presentandolo in catalogo,
esalta la matrice veneta del suo acceso colorismo. Nel 1938 esegue degli
affreschi a Rodi (villa del Profeta e Albergo delle Rose) e a Udine
(casa Cavazzini). Nel 1939 partecipa alla III Quadriennale di Roma ed
espone con Mirko a Torino (galleria della Zecca) e a Genova (galleria
Genova). Nello stesso periodo la sua attività di pittore-decoratore si
esplica in alcune mostre romane dedicate a temi sociali e "autarchici"
:Maternità e infanzia, del Tessile, del Minerale (le opere, eseguite a
tempera su pannelli, sono andate perdute). Alle soglie della guerra,
Afro partecipa al clima di rinnovamento che si esprime nell'attività di
e nelle varie edizioni del Premio Bergamo .Le opere del periodo
1940-’42 (le nature morte, le Rovine e i quadri di figura) vivono in una
dimensione più interiore ed evocativa, le superfici tonali si stemperano
e si frantumano in una sorta di impressionismo della memoria. Dal 1941
alla fine del conflitto Afro è a Venezia, dove insegna mosaico
all'Accademia . Realizza i cartoni per i mosaici del palazzo dei
ricevimenti dell'E42
(Roma-EUR). Nelle opere successive al 1943 si manifesta una
tendenza alla sintesi lineare e coloristica, in sintonia con la nuova
attenzione italiana per il linguaggio cubista e postcubista. Questo
periodo di ricerche, durato fino a tutto il 1947, fu la premessa della
sua produzione postbellica che sfocerà nell’Informale. Decisivo nella
formazione del suo linguaggio astratto fu anche il lungo soggiorno
compiuto negli Stati Uniti (1950). Muore a Zurigo il 1976
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