Torino 1871 - Roma
1958
Compie gli studi a
Torino.Nel 1895 è a Roma, dove si stabilisce all’inizio del secolo,
dopo una breve parentesi parigina. Nella capitale inizia a esporre
regolarmente nell’ambito mostre degli "Amatori e Cultori" (nel 1905 fa
anche parte della giuria). Stringe rapporti con Cena, Marcucci,
Cambellotti, è maestro di Boccioni e
Severini e diviene una figura guida nell'ambiente artistico
romano. La sua pittura è inizialmente caratterizzata da una forte
ispirazione sociale e da una tecnica divisionista.
Nel 1910 è tra i firmatari dei manifesti della pittura futurista.
Inizia le ricerche sul dinamismo accostandosi agli esperimenti
fotodinamici di
Bragaglia. Si afferma come il capofila del futurismo romano
influenzando dopo il '20 la seconda ondata del movimento. Negli anni
‘20 il suo lavoro è caratterizzato da una fantasiosa stilizzazione di
motivi naturalistici, da un cromatismo di volta in volta intenso e
violento, sfumato e iridescente, in consonanza con il diffuso "stile
1925", come dimostrano svariate prove nella decorazione e nelle arti
applicate
( sistemazione del locale notturno Bal Tik Tak). Nel 1918 è una sua
personale ad inaugurare l’attività della
Casa d'Arte Bragaglia in via degli Avignonesi Nel '25 è presente
alla Biennale romana. Nel 1928 espone agli "Amatori e Cultori" con una
personale in cui emergono i segni di un rinnovato interesse per la
figurazione. Da questo momento si rivolge sempre più spesso ai temi
della vita quotidiana, al ritratto, al paesaggio, che furono quelli
della sua formazione. Tempio di questa ricerca è la casa- studio di
via Oslavia ( nel quartiere Prati), dove lavora con le due figlie
pittrici, Elica e Luce. La sua pittura di questi anni, anche se venne
quasi ignorata dai contemporanei, si è rivelata nel tempo di altissima
qualità e ricca di stimoli per artisti di più generazioni , dagli anni
Cinquanta al duemila.
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