Jean-Michel Basquiat  1960 - 1988

 

Jean-Michel Basquiat             
 
Jean-Michel Basquiat (Brooklyn22 dicembre 1960 – New York12 agosto 1988) è stato uno dei più importanti esponenti del graffitismo americano, riuscendo a portare, insieme a Keith Haring, questo movimento dalle strade metropolitane di oggi alle gallerie d’arte. Jean-Michel Basquiat, unico maschio dei tre figli dell’haitiano Gerard Basquat (Port-au-Prince, 1935) e Matilde Andradas, nata da genitori di origine portoricana, inizia a manifestare interesse per il disegno fin da quattro anni, ispirato dai cartoni animati televisivi. Un amore per l‘arte trasmessogli dalla madre, la quale lo accompagna spesso al Brooklyn Museum, al Metropolitan Museum ed al Museum of Modern Art of New York. Nel 1968 viene investito da una macchina e gravi lesioni interne obbligano i medici all'asportazione della milza. Durante il mese di degenza al King’s County, la madre gli regala un libro di anatomia di Henry Gray, che lo influenzerà molto. Riporterà molti elementi anatomici nelle sue opere artistiche. Gray, si chiamerà anche il gruppo musicale che Basquiat fonderà insieme agli amici Vincent Gallo, Michael Holman, Wayne Clifford, Nick Taylor e Shannon Dowson. Quando Jean-Michel ha sette anni i genitori Matilde e Gerard divorziano. Nel 1976 Jean-Michel inizia a frequentare la City-as-School a Manhattan, per ragazzi dotati a cui non si addice il tradizionale metodo didattico. É lì che nel 1977, a 17 anni, stringe amicizia con Al Diaz, un giovane graffitista che operava sui muri della Jacob Riis, a Manhattan. Insieme all’amico, Basquiat acquista piena consapevolezza della propria vocazione artistica. I due iniziano a fare uso di stupefacenti come il trip (dose di LSD) ed uniscono le loro capacità iniziando a graffitare per le strade di New York firmandosi con l’acronimo di SAMO “SAMe Old Shit” (la solita vecchia m***a), propagando con bomboletta spray e pennarello indelebile idee ermetiche, rivoluzionarie ed a volte insensate, come “SAMO© SAVES IDIOTS” (SAMO© salva gli idioti). Nonostante questo sodalizio artistico giunga ad un grande successo underground, la coppia Basquiat-Diaz, ormai convinta di avere aspirazioni artistiche differenti, si scioglie nel 1978 affiggendo ai muri di Manhattan l’annuncio “SAMO IS DEAD”. Da quel momento in poi Basquiat non utilizzerà mai più il nome SAMO. Nel 1978 lascia gli studi alla City-as-School, ritenendoli inutili, ed abbandona la casa del padre, guadagnandosi da vivere vendendo delle cartoline da lui decorate. Sarà proprio il tentativo di vendere una delle sue cartoline che cambierà il corso della sua vita. Entrato in un ristorante di SoHo, Baquiat avvicina Henry Geldzahler ed Andy Warhol, il quale comprerà alcune delle sue opere. Passeranno però alcuni anni prima che Jean-Michel riesca ad entrare nella "Factory" del re della Pop-Art. Diventa cliente fisso dei due Club più esclusivi nella scena socio-culutale di New York: il Club 57 ed il Mudd Club, frequentati anche dallo stesso Warhol, da Madonna e da Keith Haring, con il quale stringerà un’amicizia che durerà fino alla morte. Nel 1980 Jean-Michel partecipa al Time Square Show, retrospettiva organizzata da un gruppo di artisti, alla quale farà il suo formale debutto newyorkese anche Haring. Questo evento riconosce la nascita di due nuove avanguardie della Grande Mela: la downtown (neopop) e la uptown ( rap e graffiti).
Il 3 agosto 1980 suona per l’ultima volta al Mudd Club insieme al suo gruppo “Gray”. Sempre lo stesso anno, Glenn O’Brian lo sceglie per interpretare se stesso nel film-documentario New York Beat, che uscirà nelle sale solo nel 2001 con il nome di Downtown 81. O’Brian lo aiuterà a vendere alcune tele ai membri della produzione. Nel 1981 partecipa alla retrospettiva New York/New Wave, insieme ad altri artisti come Robert Mapplethorpe, Keith Haring, Andy Warhol e Kenny Sharf. Il poeta e critico d'arte Rene Ricard pubblica "The Radiant Child" sulla rivista "Artforum", pubblicizzando Basquiat ed il suo percorso artistico. La prima mostra personale di Jean-Michel avviene nel marzo del 1982 a Modena e, contemporaneamente a New York nella galleria di Annina Nosei, riscuotendo apprezzamenti da parte del pubblico e dei critici. La Svizzera ospita una suo retrospettiva presso la Galerie Bischofberger. Allo stesso modo espone in dicembre alla Delta di Rotterdam. Rientrato in america, produce un disco Hip-hop. Nel 1983 stringe una forte amicizia con Andy Warhol, il quale lo aiuta a sfondare nel mondo dell’arte come fenomeno mondiale emergente. I dipinti di Jean-Michel erano caratterizzati da immagini rozze, infantili, facendo riferimento alla Art Brut di Jean Dubuffet. L’elemento che però contraddistingue l’arte di Basquiat è essenzialmente l’utilizzo delle parole, inserite nei suoi dipinti come parte integrante, ma anche come sfondo, cancellate, a volte per attrarre l’attenzione dello spettatore. Nel 1984, insieme ad Andy Warhol e Francesco Clemente inizia una serie di collaborazioni, di dipinti a “sei mani” commissionati da Bruno Bischofberger. A scopo artistico personale dipinge un altro ciclo di opere insieme al solo Warhol, eseguendo oltre cento quadri, nei quali è riconoscibile l'apporto di entrambi, e allestendo una mostra comune il cui manifesto presenta in maniera eloquente i due artisti come protagonisti di un incontro di boxe. La boxe era per Basquiat un modo di vivere, e paragonava spesso l'arte ad un ring su cui combattere. A settembre alcune delle opere esegite in collaborazione con gli altri due artisti vengono esposte a Zurigo. Eccede nell’uso delle droghe e diventa tossicodipendente, ma Andy non riesce ad aiutarlo. I disturbi psichici che ne conseguono sono frequenti paranoie che, con il tempo, lo porteranno a pensare di essere sfruttato dai commercianti d’arte e dallo stesso Warhol, che abbandonerà per questo motivo. Nel 1985 espone nuovamente alla Galerie Bischofberger di Zurigo, alla Mary Boone Gallery di New York ed alla Akira Ikeda di Tokio. Ma Jean-Michel è schiavo della droga e molti dei suoi amici, vittime dei suoi attacchi paranoici, tentano di aiutarlo a disintossicarsi. Basquiat appare sulla copertina del The New York Times Magazine con il titolo "New Art, New Money: The Marketing of an American Artist". Nel 1986 espone ancora una volta le sue opere a Zurigo, poi ad Abidjan, in Costa d’Avorio, facendo il suo primo viaggio in Africa. Si interrompono i rapporti con Mary Boone, fino ad allora suo agente commerciale newyorkese. Il pubblico ed i critici iniziano a non accettare più i suoi lavori con l’entusiasmo di un tempo. Nel 1987, con la morte di Warhol, a causa di una mal riuscita operazione alla bile, entra in una violenta fase di tossicodipendenza. Era rimasto attaccatissimo al re della Pop-Art fino alla fine. Espone a New York nella galleria del cugino di Tony Shafrazi, Vrej Baghoomian, il suo ultimo mercante. Inizia un tentativo di disintossicazione che non porterà mai a termine. Muore il 12 agosto del 1988, per una grave overdose di eroina. Aveva solo ventisette anni, come Jimi Hendrix, Janis Joplin. Viene soprannominato il James Dean dell’arte moderna, essendo riuscito a scalare quel mondo con grande velocità, ma a scomparire in un tempo ancora minore. La stessa sorte toccherà anche all’amico Haring, morto di AIDS due anni dopo, che il 17 agosto lo accompagnerà nell’ultimo viaggio, insieme a Francesco Clemente ed altri stretti amici, al cimitero di Greenwood a Brooklyn.
 
   
 
 
 
 
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