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Movimento artistico di breve durata (1907-1914) che rivoluzionò il linguaggio figurativo.
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All'origine del Cubismo si possono individuare due influenze convergenti: la
lezione dell'ultimo Cézanne (sulla cui opera nel 1907 si tenne un'importante
retrospettiva al Salon d'automne di Parigi) e la scoperta delle arti primitive
(le scultura iberica africana e oceanica).
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L'intento cézanniano di restituire solidità e sostanza agli oggetti e la resa
sernplificata della loro plasticità suggerita dalla esperienze estetiche non-occidentali,
trovarono espressione nel celebre
Les
Demoiselles d'Avignon portato e termine da
Picasso nel 1907. Il quadro segnò l'esordio
dell'awentura cubista condotta congiuntamente con
Braque.
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Ma la vera rottura con la visione classica in vigore da quattro secoli awenne nel 1910.
Abbandonato il punto di vista unitario della prospettiva rinascirnentale, ritratti e
nature morte vengono esaminati da numerosi angoli visivi in modo da offrirne una
rappresentazione più completa e più razionale. Le forme sono ridotte alla loro struttura
geometrica (poliedri, coni e cilindri), chiaroscuro ed effetti atmosferici vengono
eliminati, mentre permangono gli effetti di profondità anche se non obbediscono più alle
regole prospettiche, ocra e grigi, sapientemente assortiti, tendono quasi alla
rnonocromia: il colore non coincide più con la forma né rispetta il colore reale degli
oggetti, lo spazio perde la propria omogeneità. Il risultato è un'immagine ermetica che
difficilmente lo spettatore può ricomporre rmentalmente.
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Questo primo stile cubista è denominato analitico.
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L'imitazione della materia dell'oggetto viene presto sostituita dall'incorporazione nello
spazio del quadro di pezzi di carte dipinti (i papiers colles di Braque) e poi da
frammenti stessi della realtà brandelli di giornale, partizioni musicali, carte da visita
e da gioco, legno, metallo (i collages di Picasso). Queste invenzioni creano le
premesse per la svolta cruciale nell'elaborazione del linguaggio cubista segnata da
Picasso nel 1913.
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Limite dei cubisrno analitico era l'aver sacrificato l'unità dell'oggetto alla sua
veridicità: dandone un'immagine più fedele e completa, ne aveva però compromesso
l'omogeneità. L'intento di Picasso è ora di restituire all'oggetto la sua coesione
interna. Dopo aver rigorosamente selezionato gli attributi specifici dell'oggetto,
l'artista li riunisce in un'immagine unica sintetica di qui l'appellativo di Cubismo Sintetico dato a questa seconda fase del
movimento. Così facendo, egli mira a definire l'equivalente plastico dell'essenza di un
oggetto. Non si tratta più, dunque, della frammentazione dell'oggetto nelle sue parti
successive, ma di un'immagine che ne sintetizza le materie e le forme essenziali. Braque
vi giungerà solo più tardi.
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Si può infine parlare di
Cubismo Orfico
a proposito delle ricerche concentrate sul colore e i suoi ritmi astratti (Robert e Sonia
Delaunay,
Fernand Lèger).
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Nel Cubismo confluì una serie di tendenze spesso divergenti; molti artisti e
scultori, anche se non vi aderirono ufficialmente, ne adottarono il linguaggio. Primi fra
tutti Juan Gris e Luis Marcoussis,
seguiti poi da Jean Metzinger, Andre
Lhote, Albert Gleizes, Henri Le
Fauconnier, Fernand Léger e Robert
Delaunay.