Salvador DomŔnec Felip Jacint DalÝ i DomŔnech (in arte Dalý)  1904 - 1989

 

                               

Salvador DomŔnec Felip Jacint DalÝ i DomŔnech, marchese di P˙bol ina arte Dalý Ŕ nato a Figueres lĺ11 maggio del 1904 e quivi a morto il 23 gennaio del 1989. Eĺstato un pittore, scultore, scrittore, cineasta, designer e sceneggiatore spagnolo. DalÝ era un pittore tecnicamente abile e virtuosissimo disegnatore ma Ŕ celebre anche per le immagini suggestive e bizzarre delle sue opere surrealiste. Il suo peculiare tocco pittorico Ŕ stato attribuito all'influenza che ebbero su di lui i maestri del Rinascimento. Realizz˛ una delle sue opere pi¨ famose, La persistenza della memoria, nel 1931. Il talento artistico di DalÝ trov˛ espressione in svariati ambiti, tra cui il cinema, la scultura e la fotografia, portandolo a collaborare con artisti di ogni settore. Faceva risalire il suo "amore per tutto ci˛ che Ŕ dorato ed eccessivo, la mia passione per il lusso e la mia predilezione per gli abiti orientali" ad una auto-attribuita "discendenza araba", sostenendo che i suoi antenati discendevano dai Mori. DalÝ fu un uomo dotato di una grande immaginazione ma con il vezzo di assumere atteggiamenti stravaganti per attirare l'attenzione su di sÚ. Tale comportamento ha talvolta irritato coloro che hanno amato la sua arte tanto quanto ha infastidito i suoi detrattori, in quanto i suoi modi eccentrici hanno in alcuni casi catturato l'attenzione del pubblico pi¨ delle sue opere. Salvador DalÝ nasce l'11 maggio 1904 nella cittadina di Figueres, nella regione dell'Alt EmpordÓ in Catalogna, vicino al confine francese. Suo fratello maggiore, anch'egli di nome Salvador (nato il 12 ottobre 1901), era morto a causa di una meningite nove mesi prima, il 1║ agosto 1903. Il padre, Salvador DalÝ i CusÝ, era un avvocato e notaio appartenente alla classe media, la cui rigiditÓ nell'applicazione della disciplina viene temperata dalla moglie, Felipa DomŔnech i FerrÚs, che incoraggia le aspirazioni artistiche del figlio. All'etÓ di cinque anni DalÝ viene condotto sulla tomba del fratello dai genitori, che gli dicono che lui Ŕ la sua reincarnazione, idea della quale finisce per convincersi. Di suo fratello DalÝ dice: "Ci somigliavamo come due gocce d'acqua, ma rilasciavamo riflessi diversi. Probabilmente lui era una prima versione di me, ma concepito in termini assoluti". DalÝ ha anche una sorella, Ana MarÝa, di tre anni pi¨ giovane di lui, che nel 1949 pubblicherÓ un libro sul fratello, DalÝ visto da sua sorella. Tra i suoi amici d'infanzia vi sono i futuri calciatori del Barcellona Sagibarbß e Josep Samitier. DalÝ frequenta una scuola d'arte. Nel 1919 durante una vacanza a CadaquÚs con la famiglia di Ramon Pichot, un artista locale che faceva regolarmente dei viaggi a Parigi, scopre la pittura moderna. L'anno seguente il padre di DalÝ organizza nella residenza di famiglia una mostra dei suoi disegni a carboncino. La prima vera esposizione pubblica la fa nel 1919 al Teatro Municipale di Figueres. Nel febbraio del 1921 la madre di DalÝ muore per un tumore al seno. DalÝ ha sedici anni; in seguito dirÓ che la morte della madre "Ŕ stata la disgrazia pi¨ grande che mi sia capitata nella vita. La adoravo... Non potevo rassegnarmi alla perdita di una persona su cui contavo per rendere invisibili le inevitabili imperfezioni della mia anima." Dopo la sua morte il padre sposa la sorella della moglie scomparsa. DalÝ non si risente per le nuove nozze, perchÚ ama e rispetta molto la zia. Nel 1923 Dalý viene accusato di avere scatenato una protesta (finita poi con l'intervento della polizia) all'Accademia di San Fernando. In seguito venne espulso per un anno intero e nel 1924 fu arrestato. Questo episodio lo porto a dipingere Il Bambino Malato. Nel 1922 DalÝ va a vivere nella Residencia de Estudiantes di Madrid e studia all'Academia de San Fernando (Accademia di belle arti). DalÝ giÓ attira interesse su di sÚ con i suoi modi da eccentrico dandy. Porta i capelli e le basette lunghe, e si veste con giacche, calze lunghe e calzoni alla zuava come gli esteti britannici alla moda della fine del XIX secolo. Sono per˛ i suoi dipinti, nei quali mostra di accostarsi al cubismo, a guadagnargli in effetti l'attenzione dei suoi compagni di corso. Quando realizza i suoi primi lavori, DalÝ probabilmente non ha ancora compreso pienamente i concetti che stanno dietro al movimento cubista, in quanto all'epoca a Madrid non ci sono artisti che abbiano aderito al movimento stesso e le sole informazioni di cui dispone provengono da articoli di giornale e da un catalogo che gli Ŕ stato dato da Ramon Pichot. Nel 1924 l'ancora sconosciuto Salvador DalÝ realizza per la prima volta le illustrazioni per un libro. Si tratta dell'edizione in catalano del poema Les bruixes de Llers del suo amico e compagno di studi Carles Fages de Climent. DalÝ si accosta anche al movimento dadaista, che continuerÓ ad influenzare il suo lavoro per tutta la sua vita. Alla Residencia diventa intimo amico, tra gli altri, di PepÝn Bello, di Luis Bu˝uel e del poeta Federico GarcÝa Lorca. L'amicizia con GarcÝa Lorca presenta forti somiglianze con un autentico trasporto amoroso reciproco, ma in effetti DalÝ respinse vigorosamente gli approcci erotici del poeta. Nel 1926 DalÝ viene espulso dall'Accademia, poco prima di sostenere gli esami finali, poichÚ afferma che nessuno in quell'istituto Ŕ abbastanza competente per sottoporre ad esame uno come lui. La sua maestria nella pittura Ŕ giÓ evidente dal notevole realismo del Cesto di pane, dipinto in quello stesso anno. Sempre in quell'anno visita per la prima volta Parigi, dove incontra Pablo Picasso, che lui ammira profondamente. Picasso ha giÓ sentito parlare molto bene di DalÝ da Joan Mirˇ. Negli anni successivi, mentre sviluppa un proprio stile, DalÝ realizza diverse opere fortemente influenzate dall'arte di Picasso e di Mirˇ. Nelle opere di DalÝ alcune tendenze che poi rimarranno costanti nel corso degli anni sono giÓ evidenti in quelle degli anni venti. Egli assorbe influssi da moltissimi stili artistici diversi, spaziando dalla pittura classica all'avanguardia pi¨ estrema. Nelle sue prime opere ci sarÓ l'impronta di Rafael Barradas. Tra le influenze in stile classico artisti come Raffaello, Bronzino, Francisco de Zurbarßn, Vermeer e Velßzquez. Si serve sia di tecniche classiche che moderne, talvolta impiegandole in opere separate, talvolta usandole tutte nello stesso dipinto. A Barcellona le esposizioni delle sue opere attraggono molta attenzione, e i critici si dividono tra quelli entusiasti e quelli invece parecchio perplessi. DalÝ si fa crescere dei vistosi baffi, ispirato da quelli del grande maestro del Seicento spagnolo Diego Velßzquez. I baffi finiranno per diventare un tratto inconfondibile e caratteristico del suo aspetto per il resto della vita. Nel 1929 DalÝ collabora con il regista surrealista alla realizzazione del cortometraggio Un chien andalou. Il suo contributo principale consiste nell'aiutare Bu˝uel a scrivere la sceneggiatura del film anche se in seguito affermerÓ di aver avuto un ruolo significativo anche nella realizzazione tecnica del progetto, fatto che non trova riscontro nelle testimonianze dell'epoca. Nell'agosto di quello stesso anno incontra la sua musa, fonte di ispirazione e futura moglie Gala, il cui vero nome Ŕ Elena Ivanovna Diakonova. ╚ un'espatriata russa di undici anni pi¨ vecchia di lui che in quel momento Ŕ sposata con il poeta surrealista Paul ╔luard. Sempre in quell'anno DalÝ realizza delle importanti mostre diventando un pittore professionista e si unisce ufficialmente al gruppo dei surrealisti del quartiere parigino di Montparnasse. Sono giÓ due anni che il suo lavoro Ŕ pesantemente influenzato dal movimento surrealista: i surrealisti apprezzano molto quello che DalÝ definisce il suo metodo paranoico-critico per esplorare il subconscio e raggiungere un maggior livello di creativitÓ artistica. Nel frattempo i rapporti tra il pittore e il padre sono vicini ad un punto di rottura: Don Salvador DalÝ y CusÝ disapprova con forza la storia d'amore tra il figlio e Gala e ritiene che la sua vicinanza ai surrealisti abbia un pessimo effetto sul suo senso morale. Lo strappo definitivo avviene quando Don Salvador legge su un quotidiano di Barcellona che recentemente a Parigi il figlio ha esposto un disegno del "Sacro Cuore di Ges¨ Cristo" insieme ad una scritta provocatoria "Qualche volta, per divertimento, sputo sul ritratto di mia madre". Indignato, Don Salvador pretende che il figlio smentisca pubblicamente. DalÝ rifiuta, forse per timore di essere allontanato dal gruppo dei surrealisti, e il 28 dicembre 1929 viene cacciato via con la forza dalla casa paterna. Il padre gli dice che intende diseredarlo e gli intima di non mettere mai pi¨ piede a CadaquÚs. In seguito DalÝ sosterrÓ che, come tutta risposta, mise in mano al padre un preservativo contenente il suo sperma dicendogli "Tieni. Ora non ti devo pi¨ nulla!" L'estate successiva DalÝ e Gala affittano un piccolo capanno da pescatori in una baia nei pressi di Port Lligat. In seguito acquista l'abitazione e nel corso degli anni gradualmente la fa ingrandire trasformandola poco a poco nella sua adorata villa sul mare. Nel 1931 DalÝ dipinge una delle sue opere pi¨ famose, La persistenza della memoria. ╚ la surrealistica immagine di alcuni orologi da taschino, flosci e sul punto di liquefarsi. Secondo l'interpretazione comune dell'opera, gli orologi che si sciolgono rappresentano la memoria, che invecchiando negli anni perde forza e resistenza. Tale idea nell'opera Ŕ sostenuta anche da altre immagini, come l'ampio paesaggio dai confini indefiniti e un altro orologio, raffigurato mentre sta venendo divorato dagli insetti. DalÝ e Gala, dopo aver convissuto a partire dal 1929, si sposano nel 1934 con una cerimonia civile. Nel 1958 si risposeranno con rito cattolico. DalÝ viene presentato negli Stati Uniti nel 1934 dal mercante d'arte Julian Levy. La sua esposizione di New York, che include La persistenza della memoria, crea subito scalpore e suscita interesse. L'alta societÓ lo accoglie organizzando uno speciale "Ballo in onore di DalÝ". Lui si presenta portando sul petto una scatola di vetro che contiene un reggiseno. In quell'anno DalÝ e Gala partecipano anche ad una festa mascherata a New York, organizzata per loro dall'ereditiera Caresse Crosby: come costume scelgono di vestirsi come il figlioletto di Lindbergh e il suo rapitore. La conseguente reazione scandalizzata sulla stampa Ŕ tale che DalÝ Ŕ costretto a scusarsi. Quando ritorna a Parigi i surrealisti lo rimproverano per essersi scusato per un gesto surrealista. Mentre la maggior parte degli artisti surrealisti tende ad assumere posizioni politiche di sinistra, DalÝ si mantiene ambiguo riguardo quello che considera il giusto rapporto tra la politica e l'arte. AndrÚ Breton, uno dei capofila del surrealismo, lo accusa di difendere il "nuovo" e l'"irrazionale" del "fenomeno Hitler", ma DalÝ respinge queste affermazioni dicendo: "Non sono un seguace di Hitler nÚ nei fatti nÚ nelle intenzioni". DalÝ insiste sul concetto che il surrealismo pu˛ esistere anche in un contesto apolitico e si rifiuta di condannare esplicitamente il fascismo. Questo Ŕ uno dei fattori che crea dei problemi nei rapporti con i suoi colleghi. Pi¨ tardi, sempre nel 1934, DalÝ viene sottoposto a un "processo" a seguito del quale viene formalmente espulso dal gruppo dei surrealisti. Come reazione DalÝ dice: "Il surrealismo sono io". Nel 1936 DalÝ partecipa all'Esposizione internazionale surrealista di Londra. Tiene la sua conferenza, intitolata Fant˘mes parano´aques authentiques, vestito con tuta e casco da palombaro. Arriv˛ tenendo in mano una stecca da biliardo e con due levrieri russi al guinzaglio. Si dovrÓ poi togliere il casco da palombaro perchÚ rimasto senza fiato. Commenta: "Ho solo voluto mostrare che mi stavo 'immergendo a fondo' nella mente umana." In quel periodo il principale mecenate di DalÝ Ŕ il ricchissimo Edward James, che lo aiuta ad emergere nel mondo dell'arte acquistando molte sue opere e supportandolo finanziariamente per due anni. I due diventano buoni amici e il ritratto di James viene anche inserito da DalÝ nel dipinto Cigni che riflettono elefanti. Artista e mecenate collaborano anche nella realizzazione di due delle pi¨ celebri icone del movimento surrealista: il Telefono aragosta e il Divano a forma di labbra di Mae West. Nel 1939 Breton conia per il pittore spagnolo il denigratorio soprannome di "Avida Dollars", anagramma di Salvador DalÝ che pu˛ essere tradotto come bramoso di dollari. Si tratta di un modo per deridere la crescente commercializzazione delle opere di DalÝ e la percezione che DalÝ stesso abbia cercato di ingrandire la propria figura grazie alla fama e al denaro. Alcuni surrealisti da allora in poi parlano di DalÝ solo al passato remoto, come se fosse morto. Il movimento surrealista e alcuni suoi membri (come Ted Joans) continueranno a polemizzare duramente con DalÝ fino al momento della sua reale morte e anche oltre. In Europa scoppia la seconda guerra mondiale e cosý i DalÝ si trasferiscono negli Stati Uniti, dove vivono per otto anni. Dopo il trasferimento DalÝ si riavvicina alla pratica del Cattolicesimo. Robert e Nicolas Descharnes hanno scritto "In questo periodo DalÝ non ha mai smesso di scrivere". L'anno seguente DalÝ imposta il canovaccio di un film per Jean Gabin intitolato Ondata d'amore. Nel 1942 pubblica la propria autobiografia, La vita segreta di Salvador DalÝ. Scrive i cataloghi delle sue esposizioni, come quella alla Knoedler Gallery di New York del 1943. In quel testo spiega: "Il surrealismo perlomeno sarÓ servito a fornire la prova sperimentale che la completa sterilitÓ e i tentativi di automatizzazione si sono spinti troppo in lÓ e hanno condotto ad un sistema totalitario. ... La pigrizia dei nostri giorni e la totale mancanza di tecnica hanno raggiunto il loro parossismo nel valore psicologico dell'attuale uso che si fa del college." Scrive anche un romanzo, pubblicato nel 1944, che parla di un salone di moda per automobili. Edwin Cox, sul Miami Herald ne fa una vignetta che ritrae DalÝ mentre veste un'automobile con un abito da sera. IncontrerÓ la famosa Amanda Lear, che sarÓ sua fonte di ispirazione, la sua musa prediletta, ma anche amante, ad insaputa di Gala. Un frate italiano, Gabriele Maria Berardi, sostiene di aver praticato un esorcismo su DalÝ nel 1947, mentre si trovava in Francia. Nel 2005 tra le proprietÓ del frate Ŕ stata trovata una scultura che rappresenta Cristo crocefisso; alcuni sostengono che DalÝ l'avrebbe data al religioso in segno di gratitudine e due esperti d'arte spagnoli confermano che ci sono fondate ragioni, analizzando lo stile dell'opera, per poterla attribuire a DalÝ. A partire dal 1951 DalÝ torn˛ a vivere nella sua amata Catalogna. La scelta di vivere in Spagna mentre questa era ancora governata da Franco gli attir˛ critiche da parte dei progressisti e pure da diversi altri artisti. ╚ anche probabile che il diffuso rifiuto delle ultime opere di DalÝ da parte di alcuni surrealisti e critici d'arte sia in parte da attribuirsi a ragioni politiche pi¨ che ad una valutazione artistica delle opere stesse. Nel 1959 AndrÚ Breton organizza una mostra chiamata Omaggio al surrealismo, fatta per celebrare il quarantesimo anniversario del movimento, che comprende opere di DalÝ, Joan Mirˇ, Enrique Tßbara e Eugenio Granell. L'anno seguente per˛, Breton si battÚ con forza contro l'inserimento della Madonna Sistina di DalÝ nell'Esposizione internazionale surrealista di New York. In questa parte della sua carriera DalÝ non si limita ad esprimersi con la pittura, ma sperimenta anche nuove tecniche artistiche e di comunicazione mediatica: realizza opere sviluppando macchie d'inchiostro casuali lanciate sulla tela ed Ŕ tra i primi artisti a servirsi di olografie. Molte delle sue opere comprendono illusioni ottiche. Nei suoi ultimi anni, giovani artisti come Andy Warhol definiscono DalÝ una delle pi¨ importanti influenze sulla Pop art. DalÝ si interessa molto anche di scienze naturali e di matematica. Quest'interesse si vede in diversi dei suoi dipinti, specialmente quelli degli anni cinquanta, in cui dipinge i propri soggetti come se fossero composti da corni di rinoceronte. Secondo DalÝ il corno di rinoceronte rappresenta la geometria divina perchÚ cresce secondo una spirale logaritmica. Lega il tema del rinoceronte anche a quello della castitÓ e della Vergine Maria. DalÝ Ŕ affascinato anche dal DNA e dall'ipercubo (un cubo a quattro dimensioni); uno sviluppo dell'ipercubo Ŕ ben visibile nel dipinto Crocefissione (Corpus Hypercubus). Il periodo di DalÝ successivo alla seconda guerra mondiale si caratterizza per il suo virtuosismo tecnico e per l'interesse per le illusioni ottiche, la scienza e la religione. La sua devozione per la religione cattolica aumenta e, allo stesso tempo, rimane profondamente impressionato da quanto successo ad Hiroshima e dalla nascita dell'"era atomica". Di conseguenza DalÝ definisce questo periodo come quello del Misticismo nucleare. In dipinti come La Madonna di Port-Lligat (prima versione, 1949) e Corpus Hypercubus (1954) DalÝ cerca di sintetizzare l'iconografia cristiana con immagini di disintegrazione materiale ispirate dalla fisica nucleare. Nel periodo del Misticismo nucleare si inseriscono anche lavori notevoli come La stazione di Perpignan (1965) e Torero allucinogeno (1968-70). Nel 1960 DalÝ inizia a lavorare al Teatro-Museo DalÝ nella sua cittadina natale di Figueres; si tratta del suo progetto pi¨ grande e richiede la maggior parte delle sue energie fino al 1974. ContinuerÓ poi a fare altre occasionali aggiunte fino alla metÓ degli anni ottanta. Nel 1968 DalÝ realizza un filmato pubblicitario per la televisione per conto della cioccolata Lanvin e l'anno successivo disegna il logo dei celebri lecca lecca Chupa Chups. Sempre nel 1969 Ŕ responsabile della campagna pubblicitaria dell'Eurofestival e crea una grande scultura metallica che viene posta sul palco del Teatro Real di Madrid dove si svolge la manifestazione canora. Nel 1980 la salute di DalÝ riceve un colpo durissimo; la moglie Gala, colpita da una forma lieve di demenza senile, probabilmente gli somministra un pericoloso cocktail di medicinali senza che gli fossero prescritti, danneggiandogli il sistema nervoso e provocando la precoce fine delle sue capacitÓ artistiche. All'etÓ di 76 anni DalÝ Ŕ ridotto a un relitto e la sua mano destra trema in maniera terribile in preda a sintomi molto simili a quelli del morbo di Parkinson. Nel 1982 Re Juan Carlos I di Spagna concede a DalÝ il titolo di Marchese di P˙bol, che pi¨ tardi il pittore ripagherÓ donando al Re un disegno (che sarÓ anche il suo ultimo) quando il Re gli farÓ visita sul letto di morte. La chiesa di Sant Pere a Figueres, dove DalÝ Ŕ stato battezzato, ha ricevuto la prima comunione, e dove si Ŕ svolto il suo funerale. La moglie Gala muore il 10 giugno 1982. Dopo la morte di Gala DalÝ perde la maggior parte della sua voglia di vivere. Si lascia deliberatamente disidratare, forse un tentativo di suicidio o forse un tentativo di porsi in uno stato di animazione sospesa, come ha letto che possono fare alcuni microorganismi. Si trasferisce da Figueres al Castello di P˙bol, che aveva comprato per Gala e dove lei era poi morta. Nel 1984, in circostanze non del tutto chiare, scoppia un incendio nella sua camera da letto. Forse si tratta di un altro tentativo di suicidio di DalÝ o forse la causa Ŕ semplicemente una negligenza del personale. In ogni caso DalÝ viene salvato e ritorna a Figueres, dove un gruppo di suoi amici, protettori e colleghi artisti ritengono sia meglio per lui trascorrere i suoi ultimi anni nel suo Teatro-museo. Alcune voci sostengono che DalÝ sia stato forzato dai suoi tutori a firmare delle tele vuote che in seguito, anche dopo la sua morte, sono state usate per produrre dei falsi venduti come originali. Il risultato Ŕ che i mercanti d'arte tendono a diffidare delle opere attribuite a DalÝ e risalenti all'ultimo periodo. Nel novembre 1988 DalÝ viene ricoverato in ospedale per un attacco di cuore e il 5 dicembre riceve la visita di Re Juan Carlos che rivela di essere sempre stato un suo grande ammiratore. Il 23 gennaio 1989, mentre sta ascoltando il suo disco preferito, Tristano e Isotta di Wagner, muore per un altro attacco di cuore. Ha 84 anni. Viene sepolto all'interno del suo Teatro-Museo di Figueres, che si trova dall'altro lato della strada rispetto alla chiesa in cui Ŕ stato battezzato e dove si Ŕ svolto il suo funerale, e solo a tre isolati di distanza dalla casa in cui era nato.

  

     

  

    

    

 
 
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