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Il termine designa una tendenza artistica che, diffusasi in tutta
Europa nei primi due decenni del Novecento, fece dell'espressione (da ex-premere, owero
spingere fuori, forzare all'esterno) del sentire del soggetto, delle sue emozioni e stati
d'animo, il cardine di un linguaggio di forme 'brute", semplificate ed essenziali.
Il primo gruppo propriamente espressionista è, nonostante il consueto riferimento dei
termine ad esperienza sorte in ambito tedesco, il gruppo dei
Fauves
Henry Matisse, Albert Marquet,
Maurice De Vlaminck, André Derain, Georges Rouault
esposero insieme al Salon d'Automne dei 1905, guadagnandosi l'appellattivo
di 'belve".
Comune a questi artisti. tra i quali figura per un breve periodo anche Georges Braque, è
il rifiuto delle convenzioni prospettiche e delle morbidezze del chiaroscuro. Le figure,
brutalizzate da un segno aggressivo, si riducono a contorni semplificati, e superfici
deformate campite da colori accessi e violenti.
Tra i più rappresentativi artisti dintonazione
espressionista si possono ricordare il belga James Ensor, il
russo Chaim Soutine, il francese
Georges
Rouault e l'italiano Scipione (Gino Bonichi).
La prima compiuta realizzazione espressionista comunque
prese forma a Dresda nel 1905 con la nascita del gruppo "Die
Brücke"
(Il Ponte) formato da
Ernst Ludwing Kirchner,
Eric Heckel,
Karl Schmidt-Rottluff e, in seguito,
Emil
Nolde e
Peckstain. L'esperienza
Fauve e de Il Ponte poteva dirsi conclusa, dopo il trasferimento della propria sede a
Berlino, il movimento infatti si sciolse nel 1913.
Si
attribuisce il conio del termine, allo storico dellarte
W.Worringer,
il quale nel 1911 lo usò sulla rivista di Berlino "Der
Sturm"(La tempesta) per la pittura "concitata" di
Van Gogh, quella di
Cézanne,
Matisse e altri.
L'accentuata deformazione della linee, la predilezione per il tratto
spigoloso e spezzato, il violento contrasto luce-ombra, eredità di tecniche grafiche
arcaizzanti, contribuiscono alla creazione di un universo figurativo lacerato da tensioni
e inquietudini di chiara derivazione romantica. Questa coloritura drammatica venata in
taluni casi di misticismo, differenzia in modo significativo l'esperienza tedesca da
quella francese.
Protagonisti del medesimo atteggiamento artistico-culturale sono, in Austria
Kokoschka
e
Schiele
e, in area russa, Mikhail
Larionov e Natalia
Goncharova.
Un discorso e parte merita pur sorto in ambito espressionista il gruppo "Der Blaue Reiter (Il
Cavaliere Azzurro), fondato da Vasilij Kandinsky
(1866-1944) e Franz Marc (1880-1916) nel 1911 a Monaco, in
seno al quale nacque l'astrattismo.
In Italia la sensibilità espressionista trovò compiuta realizzazione nell'opera di
Rossi, Tullio Garbari,
Martino Martini,
Alberto
Viani,
frequentatori delle esposizioni veneziane di
Ca' Pesaro.
Il terrnine espressionismo per alcuni
storici venne usato, sembra la prima volta, dal critico francese
Vauxcelles
riferito a Matisse, ha poi designato, nelle sue diverse declinazioni, altri -ismi, tra i
quali vale ricordare il neo-espressionismo e l'espressionismo astratto.
Il termine neo-espressionismo descrive une tendenza
dell'arte tedesca della fine degli anni Sessanta, e quindi perfettamente inserita nella
cosiddetta "pittura citazionista", volta alla rnanipolazione dei moduli formali
dell'espressionisrno storico: la pennellate veloce, "tirare via" accentua il
dinaimismo della composizione e contribuisce, insieme all'esasperato ingrandimento delle
forme, a creare un effetto quasi di deflagrazione in atto.
I maggiori esponenti di questa tendenze sono
A.
R. Penck, Jörg lmmendorff, Markus Lupertz e
Georg Baselitz.
Il termine
espressionismo
astratto designa invece une particolare stagione della pittura americana
degli anni Quaranta-Cinquanta che, forte dell'apporto di gran parte dei
surrealisti e degli estrattisti esuli negli Stati Uniti dell'inizio
della guerra, vede, in modo particolare nelle esperienze di
Pollock e De Kooning,
la nascita dell'Action painting. Definisce appunto unastrazione
che si preoccupa unicamente della frontalità dello spazio pittorico, dellassenza di
gerarchizzazione tra le varie parti della tela, che sradica qualsiasi finzione narrativa.
- Dall'alto opere di Munch, Matisse, Hechel, Marquet,
Penck, Van Gogh, Kandinsky e Lupertz
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