Fillia (Luigi Colombo)  1904 - 1936

 

 

Luigi Colombo (Revello 3 Ottobre 1904 - Torino 10 Febbraio 1936), alias Fillia - fondatore, animatore e leader del gruppo futurista torinese - esordisce come pittore e scultore. Personalità essenziale del cosidetto "secondo futurismo" per la molteplicità dei suoi interessi e per la sua attività pubblicistica.
La sua frenetica attività creativa si svolge nell'ambito pittorico, dell'ambientazione, dell'arredo, della progettazione di oggetti, così come nell'ambito letterario e dei testi teatrali, nonché della teorizzazione e della critica d'arte e d'architettura.
Quest'ultima, in particolare, é svolta lungo gli anni '20 e '30 attraverso numerosi periodici da lui diretti (La Città Futurista, La Città Nuova, ecc.) e in monografie e volumi antologici (La nuova architettura del 1931, Gli Ambienti della Nuova Architettura del 1935, ecc.).

Forse nel presagio di una breve vita si mosse in modo animato e attivo sul fronte delle avanguardie artistiche, soprattutto abbracciando in toto lo spirito futurista, nel periodo definito secondo futurismo di cui fu fondatore, animatore e leader sul territorio torinese.

Nel 1922 è coautore del libretto poesia proletaria e nel 1923 costituisce a Torino i Sindacati Artistici Futuristi, promotori di una rivoluzione proletaria in chiave futurista. Nel 1928 organizza il Padiglione Futurista per l'Esposizione Internazionale di Torino.

La sua iniziale attività è legata fortemente alla parola, sia nel teatro che nella poesia, ma sfocia anche nella pittura, con uno stile legato inizialmente all'astrazione per poi giungere a una figurazione che viene definita cosmica. Svolge anche attività critica e storica e fonda le pubblicazioni la Città Futurista nel 1929 e La Città Nuova nel 1931. In questo ultimo anno, cura la pubblicazione di un importante repertorio internazionale La Nuova Architettura e firma con Marinetti Manifesto dell'arte sacra futurista.

È stata recentemente messa in evidenza una serie di suoi lavori pittorici sull'arte sacra, tema classico della tradizione italiana, rivisitato in una sperimentale chiave spirituale-meccanica futurista. Nel 1932, sempre con Marinetti firma La cucina futurista nel 1932,

"L'uomo ha bisogno di staccarsi dalla terra, ha bisogno di sognare, di desiderare eterna felicità, di dimenticare continuamente la realtà quotidiana". Fillia

 
 
Contenitore d'Arte Moderna e Contemporanea