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Il principio del graffitismo, da
cui in definitiva deriva la sua diffusione, é stato quello di produrre un'arte fuori
dagli schemi e realmente rivoluzionaria, in primo luogo perché non vendibile (essendo
realizzata su supporti quali i vagoni ferroviari o le pareti urbane) e quindi
disorientante verso un sistema dell'arte in cui il Mercato ha finito spesso per innescare,
diffondere, celebrare o bruciare singoli artisti e correnti.
In secondo luogo perché questa espressione di creatività spontanea e dirompente ha
saputo indirizzarsi direttamente al pubblico, senza l'appoggio di collezionisti, mercanti
d'arte, critici e conservatori di musei.
In sostanza l'origine del graffitismo (1970-75) costituisce un momento di rottura con il
sistema dell'arte, anche se poi la forza, il potere e le seduzioni di quest'ultimo
finiranno per assorbirne il significato di rito metropolitano, separando le combinazioni
collettive e privilegiando gli esiti e le espressioni individuali degli artisti,
trascinandoli nelle gallerie e nei musei e in qualche modo decretando la conclusione della
parabola artistica del fenomeno. E' il caso di
Keith Haring, il più valido esponente della
Graffiti Art.
- L'artista ebbe il merito di promuovere per
primo l'uso di dipingere, scrivere e disegnare sulle pareti e sui treni del metro, sfidando con la sua esuberanza le autorità che proibivano tale
pratica. Haring, che é scomparso
giovanissimo, disegnava sagome di uomini con il simbolo dell 'atomica sulla testa, cani
che abbaiano contro il video del televisore o davanti alle immagini dei manifesti. Sono
schizzi rapidi e sintetici che raccontano le ossessioni dell'artista o commentano
ironicamente i cartelloni della pubblicità ufficiale.
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Altri artisti degni di nota sono
Jean Michel Basquiat, (anch'esso scomparso giovanissimo), James
Brown,
Ronnie Cutrone e
Daze.
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- Haring dipinge una sua opera sul vetro. Di seguito
opere di Basquiat, Brown, Cutrone e Daze
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