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Gruppo di artisti formatosi nel 1928 a Torino sotto l'influenza teorica di
Edoardo Persico.
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Prendendo le distanze dalla politica culturale del regime fascista e in particolare dal
recupero della tradizione nazionale promosso da
Novecento, rivendicano una continuitą dell'arte moderna
europea nel contesto italiano. Pur senza trascurare gli esempi di Modigliani e della
pittura italiana ottocentesca, i Sei di Torino traggono ispirazione da Manet e
Dufy, dai
Fauves francesi e dagli
espressionisti tedeschi,
considerati non tanto quali modelli formati da imitare quanto piuttosto come
rappresentanti di una posizione antiaccademica e antinaturalistica.
Sono
Enrico
Paulucci, Nicola Galante,
Carlo Levi,
Jessie Boswell, Francesco Menzio e
Gigi Chessa.
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La loro pittura, improntata all'espressione di un sentimento antieroico, si risolve in
delicati rapporti segnici e cromatici inseriti in uno schema compositivo semplificato.
Essi giocheranno un importante ruolo nella vita culturale italiana
di quel faticoso periodo sia per gli apporti individuali, sia per gli scambi avuti con
altri gruppi di reazione sorti negli stessi anni a Milano e a Roma.
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- Opere di Levi,
Menzio e Chessa
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