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Wassilj
Kandinskij (1866-1944) è nato il 4 dicembre 1866. Proviene da una
agiata famiglia borghese di Mosca e viene avviato agli studi di
legge. Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza, gli viene
offerta una cattedra all’università che egli però rifiuta per
dedicarsi alla pittura. In questa fase della sua gioventù egli si
dedica allo studio del pianoforte e del violoncello. Il contatto
con la musica si rivelerà in seguito fondamentale per la sua
evoluzione artistica come pittore. Un altro avvenimento di questi
anni fornirà un contributo fondamentale alla formazione della sua
arte. Nel 1889 partecipa ad un programma di ricerca della «Società
di scienze naturali, di etnografia e antropologia» che si svolge a
Vologda. L’occasione è importante per conoscere il fascino e
l’intensità dell’arte popolare russa, alla quale spesso Kandinskij
si ispirerà in seguito.
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Nel 1896 si
trasferisce a Monaco, in Germania, per intraprendere studi più
approfonditi nel campo della pittura. In questa città viene in
contatto con l’ambiente artistico che in quegli anni aveva fatto
nascere la Secessione di Monaco (1892). Sono i primi fermenti di
un rinnovamento artistico che avrebbe in seguito prodotto il
fenomeno dell’espressionismo. Kandinskij partecipa attivamente a
questo clima avanguardistico. Nel 1901 fonda la prima associazione
di artisti monacensi, cui dette il nome di «Phalanx». La sua
attività pittorica lo porta in contatto con gli ambienti artistici
europei, organizza mostre in Germania, ed espone a Parigi e Mosca.
Nel 1909 fonda una nuova associazione di artisti: la «Neue
Künstlervereinigung München» (Associazione degli artisti di
Monaco). In questa fase la sua arte è sempre più influenzata
dall’espressionismo a cui lui fornisce contributi pittorici e
critici. Ed è proprio partendo dall’espressionismo che negli anni
dopo il 1910 avviene la sua svolta verso una pittura totalmente
astratta. Dopo alcuni contrasti con la NKVM, nel 1911 fonda,
insieme all’amico pittore Franz Marc, «Der Blaue Raiter» (Il
Cavaliere Azzurro).
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Inizia così il
periodo più intenso e produttivo della sua vita artistica. Nel
1910 pubblica il testo fondamentale della sua concenzione
artistica: «Lo spirituale nell’arte». È un testo fondamentale per
comprendere la sua opera. Al quarto capitolo Kandinskij scrive che
in tutte le arti, specie in quelle dei suoi tempi, è avvertibile
una tendenza all’antinaturalismo, all’astrazione e
all’interiorità. E aggiunge che in un confronto tra le varie arti:
«il più ricco insegnamento viene dalla musica. Salvo poche
eccezioni, la musica è già da alcuni secoli l’arte che non usa i
suoi mezzi per imitare i fenomeni naturali, ma per esprimere la
vita psichica dell’artista e creare la vita dei suoni».
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Le riflessioni
sui rapporti tra pittura e musica convincono Kandinskij che la
pittura deve essere sempre più simile alla musica e che i colori
devono sempre più assimilarsi ai suoni. La musica, infatti, è pura
espressione di esigenze interiori e non imita la natura: è
astratta. Anche la pittura, secondo Kandinskij, deve essere
astratta, abbandonando l’imitazione di un modello. Solamente una
pittura astratta, cioè non figurativa, dove le forme non hanno
attinenza con alcunché di riconoscibile, liberata dalla dipendenza
con l’oggetto fisico, può dare vita alla spiritualità.
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L’artista
affronta la pittura astratta attraverso tre gruppi di opere, che
anche nelle loro denominazioni indicano il legame dell’arte di
Kandinskij con la musica: "impressioni", "improvvisazioni" e
"composizioni". Impressioni sono i quadri nei quali resta ancora
visibile l’impressione diretta della natura esteriore;
improvvisazioni, quelli nati improvvisamente dall’intimo e
inconsciamente; composizioni quelli alla cui costruzione partecipa
il cosciente, definiti attraverso una serie di studi. Kandinskij
dopo questo passaggio, non ritornerà mai più alla pittura
figurativa.
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Le attività del
Cavaliere Azzurro proseguono con l’organizzazione di mostre e la
pubblicazione di un almanacco. Si viene così più chiaramente a
definire un secondo filone espressionistico, definito "lirico",
per distinguerlo da quello più intensamente drammatico che faceva
capo al primo gruppo sorto a Dresda nel 1905.
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Nel 1914, allo
scoppio della prima guerra mondiale, Kandinskij rientra in Russia.
Qui, dopo la rivoluzione del 1917, viene chiamato a ricoprire
importanti cariche pubbliche nel campo dell’arte. Crea l’Istituto
per la Cultura Pittorica e fonda l’Accademia di Scienze
Artistiche. Partecipa al clima avanguardistico russo che in quegli
anni conosce importanti fermenti con la nascita del Suprematismo e
del Costruttivismo. Tuttavia, avvertita l’imminente svolta
normalizzatrice, che avrebbe di fatto tolto spazio alla ricerca
delle avanguardie, nel 1921 ritorna in Germania e non farà più
ritorno in Russia.
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Nel 1922 viene
chiamato da Walter Gropius ad insegnare al Bauhaus di Weimar.
Questa scuola di arti applicate, fondata nel 1919 dall’architetto
tedesco, svolge un ruolo fondamentale nel rinnovamento artistico
europeo degli anni ’20 e ’30. Qui Kandinskij ha modo di svolgere
la sua attività didattica con grande libertà e serenità, stimolato
da un ambiente molto ricco di presenze qualificate. In questa
scuola operarono in quegli anni i maggiori architetti, designer ed
artisti provenienti da tutta Europa. Kandinskij lega in
particolare con il pittore svizzero Paul Klee, il pittore russo
Alexej Jawlensky e il pittore e fotografo americano Lyonel
Feininger. Con essi fonda il gruppo «Die blaue Vier» (I quattro
azzurri), che idealmente si lega al precedente gruppo del
Cavaliere Azzurro.
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In questa fase il
suo astrattismo conosce una svolta molto decisa. Nella prima fase
i suoi quadri si componevano di figure molto informi mischiate
senza alcun ordine geometrico. Anche i colori erano molto vari,
mischiati tra loro, ottendendo infinite varietà cromatiche
intermedie. Nella nuova fase, coincidente con il suo insegnamento
al Bauhaus, i quadri di Kandinskij assumono un ordine molto più
preciso. Si compongono di forme dalle geometrie più riconoscibili
e dalle tinte più separate tra loro.
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Ciò segna un
passaggio ben preciso nel suo approccio all’arte astratta. Nella
prima fase il suo astrattismo risponde solo alle sue esigenze
interiori di esprimere emozioni e sentimenti. Nella seconda fase
prevale la necessità della didattica, e quindi la
razionalizzazione di un metodo che possa essere di insegnamento
agli allievi. Anche se ciò è stato spesso interpretato come un
impoverimento della sua vena creativa, è questo uno sforzo che
egli compie che sarà fondamentale per la nascita di una estetica
veramente moderna e attuale.
- Il periodo
trascorso al Bauhaus finisce nel 1933 quando la scuola viene
chiuso dal regime nazista. L’anno successivo Kandinskij si
trasferisce in Francia. A Parigi vive gli ultimi dieci anni della
sua vita. Muore nella residenza di Neuilly-sur-Seine il 13
dicembre 1944.
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