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Sol Lewitt (nato nel
1928 a Hartford, Connecticut) è stato uno degli artisti che hanno maggiormente
contribuito a proseguire e sviluppare quel processo iniziato col
Modernismo, per capovolgere la definizione e le regole convenzionali
della prassi artistica e della sua produzione materiale attraverso
l’abolizione delle nozioni di unicità, di irripetibilità, di abilità
individuale nell’esecuzione manuale e in favore di un primato assoluto
dell’idea. Nell’arte concettuale, di cui Lewitt negli anni sessanta è
stato uno dei padri fondatori, l’idea o appunto il concetto rappresenta
l’aspetto più importante dell’opera d’arte. Ogni decisione
sull’esecuzione e sulla presentazione di un’opera d’arte è presa
antecedentemente e la sua realizzazione diviene un aspetto secondario,
tanto che può essere attuata da chiunque purché si rispettino le
istruzioni dell’artista, la precisa esplicazione della sue intenzioni,
della sua idea. Per usare le parole dell’artista, l’idea diventa lo
strumento che produce l’arte. Nel 1988 LeWitt inizia due serie che
ancora oggi caratterizzano la maggior parte della sua produzione
scultorea: i Complex Forms, strutture in legno bianco, articolate in
forme prismatiche irregolari le cui punte ricordano le guglie di
architetture gotiche, e le Pareti o i Cubi, realizzati soprattutto in
blocchi di pietra o di cemento. Questi ultimi, pur dimostrando un
minimalismo intransigente, non sono privi di concessioni all’ambiente o
alla storia di un luogo, basti ricordare il Monumento agli ebrei
scomparsi del 1987, un’enorme parete rettangolare in cemento nero
realizzata per una pubblica piazza a Münster.
Nel suggestivo progetto per Piazza Plebiscito a Napoli la scultura
assume un carattere architettonico. Lewitt ha progettato una struttura
quadrangolare (circa 23 metri di base x circa 3 metri di altezza) tra le
due monumentali statue equestri che determinano visualmente lo spazio,
attraverso l’impiego di un impianto modulare, elaborato attorno
all’utilizzo di mattoni bianchi in pietra di Trani corrispondenti alle
misure standard della tecnica edilizia e perciò ricomponibili da
chiunque. L’artista, attraverso la configurazione decrescente dei
mattoni che formano la costruzione, scompone e ricompone il dialogo con
lo spazio urbano e il suo contesto storico-politico, costruendo un
percorso visivo e fisico per lo spettatore, che è come assorbito e reso
partecipe dell’idea anche nel movimento attraverso la piazza.
Negli ultimi anni era
tornato a risiedere a Chester, negli Usa, con la seconda moglie Carol
Androccio e con le loro figlie.E'
morto a New York il 9 aprile 2007 all'età di 78 anni.
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