-
-
- Mattia Moreni, nato a Pavia il 12 novembre
1920 e morto a Brisighella il 29 maggio 1999 si
forma nell'ambiente torinese del dopoguerra. Nella sua prima fase
risente l'influenza della pittura postcubista. La sua prima
personale si tiene a Milano nel 1948 presso la Galleria del Milione.
Nello stesso anno partecipa alla Biennale di Venezia (dove sarà
presente ininterrottamente fino al 1960). Negli anni Cinquanta, dopo
avere partecipato al Gruppo degli Otto, la sua pittura si dirige
verso la ricerca informale mantenendo comunque la sua preposizione
in ambito naturalistico che lo accomuna ad altri artisti, per i
quali Francesco Arcangeli conia nel '53 la definizione di Ultimo
Naturalismo. Il paesaggio è un soggetto fondamentale di tutta la
sua produzione artistica. La sua pittura di gesto, a queste date,
risente dell'influenza dell'Action Painting. Nel '56 si trasferisce
a Parigi dove rimane fino al 1966, anno in cui la Biennale di
Venezia gli dedica una sala personale. Nelle sue composizioni il
soggetto ricorrente è quello dell'anguria, che compare dal 1964; ed
è spesso accompagnato da frasi dove si fondono dramma e ironia. La
sua pittura è costituita da colori contrastanti; le sagome materiche
sono costruite sopra fondi di colore tirato. Sue antologiche si sono
tenute a Bologna e ad Amburgo nel 1964-65, a Ravenna nel 1975 e a
Cesena presso la Galleria Comunale nel 1994; nello stesso anno
espone presso la galleria Martano di Torino (dove sarà anche nel
1996). Ha partecipato ad importanti mostre in Italia e all'estero.
-
|