Pippo Oriani  1909 - 1972

 

 

 

Nasce a Torino nel 1909.

Pippo Oriani, dopo aver intrapreso studi di architettura si dedica alla pittura entrando in contatto con Fillia e col gruppo futurista torinese ma tiene contatti anche con gli architetti Pagano, Persico e Levi Montalcini, nonchè con Casorati e col Gruppo dei Sei. Il suo esordio espositivo avviene nel Padiglione Futurista alla mostra internazionale di Torino del 1928. Coi Futuristi partecipa successivamente alle rassegne di Mantova, della Promotrice torinese e di Barcellona dove le sue scenografie sono premiate con medaglia d'oro, di Parigi e Alessandria. A Milano allestisce una propria sala alla mostra dei Futuristi italiani alla Galleria Pesaro ed espone alle mostre itineranti del gruppo, di cui collabora ad aggiornare la poetica, sulle indicazioni della cultura europea, soggiornando a più riprese a Parigi tra '29 e '33, in contatto con i maggiori interpreti delle avanguardie, da Zadkine a Lèger, Kandinsky, Delaunay, Le Corbusier, Prampolini. Nel 1929 espone alla Galèrie 23 nature morte vicine a Severini. Nel '30 lavora sul concetto di "simultaneità" in un ambito neocubista non privo di inflessioni metafisiche e simboliche. L'artista assume un ruolo significativo nell'ambito del Secondo futurismo a Torino. Tipica della sua ricerca è una forte componente astratta che si innerva di eleganze surrealistiche. Espone alla Biennale di Venezia del 1932 "Nascita della simultaneità" che si considera il suo capolavoro, con il coevo "Paesaggio interplanetario", esposto a Parigi e con l'inquietante "Divinizzazione dello spazio" del 1933, ora alla Galleria d'arte moderna di Torino. Nel '34 si rivolge all'aeropittura; nel '35 ritorna al postcubismo braquiano mentre nella Biennale del '36 espone opere in clima espressionista: nei suoi dipinti risultano comunque dinamicamente sottolineati i ritmi plastici. Nel 1938 espone con Costa e Mino Rosso alla Galleria Gianferrari di Milano; ancora con Mino Rosso a Torino nel 1939. Ampia la collaborazione dell'artista con scritti a riviste futuriste. Lungo il quarto decennio Oriani lavora in architettura accanto a Sartoris, Djulgheroff e Fillia, e con Rosso e Fillia nell'allestimento di interni (i suoi lavori sono citati nel 1931 nel volume di Fillia su "La nuova architettura"), con Martina e Cordero nel campo della cinematografia d'avanguardia: con i citati realizza a Parigi il film "Vitesse". Muore a Roma nel 1972.

 
 
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