Claudio Parmiggiani  1943

 

 
     
Formatosi presso l’Istituto d’Arte Adolfo Venturi di Modena (1958-61) Parmiggiani stringe in quegli anni attraverso Padre Gianni Poggeschi un rapporto di amicizia con Giorgio Morandi, maestro che lo influenzerà più in senso etico che stilistico, trasmettendogli, come farà più tardi il poeta Emilio Villa, il proprio modo di concepire l’arte nel suo rapporto con la vita.
La prima vera mostra di Claudio Parmiggiani si tiene nel 1965 alla Libreria Feltrinelli di Bologna, dove vengono esposti oggetti e calchi in gesso dipinti. Nascono, così, quelle opere che l’artista definisce “pitture scolpite” e che segnano, come è stato detto, “il primo esempio di uso di un calco in gesso nella vicenda pittorica delle neoavanguardie”.
A partire dalla seconda metà degli anni ’60 nascono, in forme precoci e in modo originalmente autonomo, progetti ed opere che coinvolgono totalmente lo spazio come Luce, luce, luce, 1968: il pavimento di una galleria è cosparso di pigmento puro giallo che irradia una luce abbacinante. O come Labirinto, (1970) simile ad una città di vetro devastata da una violenta esplosione.
Sono degli stessi anni le Delocazioni realizzate per la prima volta alla Galleria Civica di Modena nel 1970 e in seguito al Musèe d’Art Moderne et Contemporain di Ginevra (1995) e al Centre Pompidou di Parigi (1997).
Tra le mostre più recenti si segnalano, in particolare, le personali alla Promotrice delle Belle Arti di Torino nel 1998, al Museo di Reijkiavik nel 2000 e al Musée Fabre di Montpellier nel 2002.

 

 
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