Edoardo Persico
nasce a Napoli nel 1900. Interrotti gli studi di legge, si dedica
interessi artistici e letterari, pubblicando nel 1923 il racconto
filosofico La città e gli uomini d'oggi. Intorno al 1920 compie
un viaggio a Parigi. Amico di Gobetti, con il quale collabora alla
"Rivoluzione liberale" e al "Baretti", Persico si trasferisce nel 1927
a Torino dove, in ristrettezze, lavorando per un periodo come uomo di
fatica alla FIAT, fonda una propria casa editrice e dirige quella dei
fratelli Ribet. Nella città piemontese conosce Lionello Venturi (del
quale pubblicherà nel 1929 Pretesti di critica) e appoggia gli
artisti che diventeranno noti come i "Sei di Torino" (Boswell, Chessa,
Galante, Levi, Menzio, Paulucci). Nel 1929 Persico si trasferisce a
Milano. Qui collabora con Pier Maria Bardi alla rivista "Belvedere",
fonda la galleria del Milione organizzando diverse mostre intorno al
1930, e, agli inizi del 1931, scrive su vari fogli tra cui
"L'Ambrosiano" e dirige la rivista "Casabella". Intanto diffonde nei
giovani artisti l'interesse per l'impressionismo, le avanguardie
europee, la Scuola di Parigi. Dal 1934 sidedica però soprattutto
all'architettura, realizzando interni e allestimenti, e appoggiando,
non senza riserve, il movimento razionalista. La fine improvvisa
(viene trovato morto nella sua casa, nel gennaio 1936) interrompe
tragicamente la sua ricerca.