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Rivista di documentazione sulla poesia e sull'arte d'avanguardia fondata e diretta dal
poeta E. Jeguer (1954-75) a Parigi. Ben
presto diventa un movimento estetico non solo parigino ma europeo.
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Aperta al contesto internazionale, intrattenne rapporti privilegiati con alcuni artisti
dell'Europa dell'Est ma anche con quelle correnti contemporanee che si rifacevano alla
poetica surrealista (Cobra e Arte
nucleare).
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In quel periodo si collegano a "Phases" le riviste: "Edda", belga,
"Boa", argentina, "Il Gesto", "Esperienze moderne" e
"Documento sud", italiane.
Proprio tra gli artisti italiani che vi collaborano figurano i nomi di Enrico
Baj, Giuseppe Capogrossi, Sergio Dangelo, Gianni Dova, Lucio Fontana,
Emilio Scanavino.
Pur non trascurando gli autori di fama già consolidata (Matta
o Ernst), la rivista tendeva alla promozione di artisti
ancora poco conosciuti (Golycheff o Pèrahim,
ma anche Baj e Klaphek).
L'apparizione annuale del periodico fu spesso accompagnata da mostre che ribadivano la
preferenza per una pittura basata su una concezione fantasmatica dell'arte.
- Opere di Dova, Baj e Klaphek
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