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Pistoletto nasce a Biella nel 1933. Nel 1956, istruito dal
padre, restauratore, inizia la sua attività di pittore. La figura
umana diviene il punto centrale della sua poetica. Nel 1962, a
Torino, allestisce la prima mostra, nella quale figure umane
intagliate in superfici specchiate conducono alla cifra stilistica e
contenutistica della sua opera. Lo spettatore si trova faccia a
faccia con se stesso, in un "do ut des" fra opera e osservatore.
Innesca, Pistoletto, una complicità fra autore e fruitore, che trova
la sua ‘origo’ nella Ritrattistica e nella Pittura religiosa
rinascimentale. Oltre "Gli Specchi", Pistoletto esegue opere di
carattere tridimensionale coinvolgendo nei suoi artefatti materiali
poveri in scia con il "New-Dada" nordamericano. Intorno agli anni
’60 Pistoletto introduce accanto alle sue opere persone fisiche,
appoggiandosi al Teatro e agli ‘happening’ e riallacciandosi alla
sua primigenia filosofia che ratifica lo spettatore come parte
stessa dell’Opera. In tempi recenti, Pistoletto scolpisce il
polistirolo, recuperando e reinventando l’idea classica di statua e,
più in generale, di classicismo. In Pistoletto quindi si ravvisano i
temi dell’ambiguità dell’identità e della simbologia della finzione
scenica.
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