Generalmente considerato come il più illustre rappresentante della
generazione futurista del primo dopoguerra. Legato al Movimento sin dal
1912, impegnato in posizioni di primo piano nelle riviste futuriste "Noi"
e "Stile Futurista", scenografo, pittore,
designer, è l'artista che ha i rapporti più frequenti con tutta
l'avanguardia europea (dai Dada a
Der Sturm, dal
Novembergruppe al Bauhaus). Nel
settore dell'architettura può rivendicare - se pur in forme ancora non
compiutamente mature - la primogenitura futurista col suo
"L'atmosfera-struttura futurista. Basi per una architettura"
(1913-1914), ed é a lui che Marinetti fa riferimento nelle due
principali concrete operazioni in cui il movimento futurista è chiamato
ad autorappresentarsi.

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