
Considerato l'esponente più rappresentativo dell'architettura futurista,
le proiezioni megalopolitane di Sant'Elia rimangono fino a tutti
gli anni '30 un punto di riferimento ideale costante nella scena
dell'architettura moderna e d'avanguardia italiana. Nato a Como, dopo
essersi diplomato capomastro si trasferisce per lavoro a Milano, ove
apre un proprio studio professionale. E' tra i fondatori del
Gruppo Nuove Tendenze, che espone nel mese
di giugno 1914 alla Famiglia Artistica. Immediatamente successiva è la
sua adesione al futurismo: "Lacerba" del 1 agosto 1914 pubblica il suo
manifesto
L'architettura futurista. Socialista, nel
luglio 1915 si arruola assieme agli altri futuristi: un anno dopo viene
ucciso durante un assalto. Influenzato stilisticamente dalla rigorosa
scuola viennese di Otto Wagner e dal "vedutismo" di Hoppe, nelle sue
rappresentazioni è chiara la consapevolezza che la misura della Città
Nuova non è l'edificio, ma la struttura urbana intesa come insieme di
organiche ed interconnesse relazioni, nel riconoscimento che l'unico
punto di partenza è la "vita tumultuosa" delle grandi città.
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