LA SCUOLA ROMANA

 

                Etichetta che sta ad indicare una comune appartenenza geografica pił che una scuola vera e propria. Essa raggruppa alcuni artisti attivi a Roma tra le due guerre.
                Nell'ambito di un generale clima di "ritorno all'ordine" assai diffuso nell'Europa degli anni '30, gli artisti romani si distinguono per il deciso rifiuto tanto dell'esesperato formalismo delle avanguardie che del recupero classicista, opponendovi la ricerca di valenze espressive dai toni quasi romantici.
                I pittori della Scuola Romana vogliono cogliere gli aspetti pił immediati ed emotivamente carichi della realtą senza alcuna pretesa di elaborare precetti estetici rigorosi.
                Una figurazione dai modi espressionisti di acceso cromatismo (Mario Mafai, Antonietta Raphaėl, Scipione (Gino Bonichi)) si manifesta tra il 1925 e il 1931, seguita da una "pittura tonale" basata sul contrasto di luce e colore (Afro, Giuseppe Capogrossi, Fausto Pirandello).
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Opere di Capogrossi, Mafai e Pirandello
 
 
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