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Nasce nel 1932 a
Osaka e, giovanissima, collabora con il gruppo Zero. Nel 1954 è tra i
fondatori del gruppo Gutaj, che ha dato vita a una vera rivoluzione
dell'arte contemporanea giapponese, con azioni e performances
assolutamente innovative, arrivando a volte ad anticipare analoghe
esperienze europee e americane. Il movimento è connesso con l'Happening,
le esperienze performative americane ed europee, da John Cage a Yves
Klein, l'Azionismo viennese. La grande trasformazione sociale, la
rivoluzione industriale, sono fonte di smarrimento, ma anche argomento
di riflessione e di confronto con una nuova realtà. In una famosa azione
del 1956 Tanaka realizza e indossa Denki fuku, un abito di lampadine
accese e fili elettrici, un'esperienza che scuote il pubblico. Una nuova
via che non rinuncia al sogno. La pittura di Tanaka si ispira
all'elettricità. Elabora e dipinge una sequenza ripetitiva di globi di
luce e di colori con un'intensa trama di fili. L'impatto della pittura
di Tanaka in Giappone è paragonabile a quello del dripping di Pollock
negli Stati Uniti.
E’ anche creatrice di
oggetti macroscopici come una tela rosa di dieci mq. o costumi da scena
inindossabili (per la misura, pari a 5 metri e perchè decorati appunto
con lampadine accese); Il gruppo Gutaj si scioglie nel 1972, alla morte
del suo leader Yoshihara Jirou. Da allora, Tanaka lavora nel suo atelier
di Asuka, nella prefettura di Nara. Nonostante la posizione marginale
del Giappone nel mercato della cultura artistica, l'opera pittorica di
Tanaka è riconosciuta come patrimonio della cultura mondiale. Diversi
musei occidentali si sono interessati alle sue opere (Los Angeles, New
York, Parigi).
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