Vladimir Tatlin Evgrafovič   1885 - 1953

 

            
 
Vladimir Tatlin Evgrafovič  
 
Pittore e scultore sovietico. (Kharkhov 1885 - Mosca 1953) Dopo una prima adesione al 'primitivismo' e al cubismo, fu tra gli esponenti più significativi del Costruttivismo che nel 1917 fondò con Rodcenko.

Diplomatosi alla scuola di architettura, scultura e pittura di Mosca nel 1909, nel 1915 elaborerà il suo stile personale, definito prima “tatlinismo” e poi “costruttivismo”.
Il credo di Tatlin è quello di mostrare dei “materiali reali nello spazio reale”. Afferma un linguaggio ed una tecnica moderni, costruttivi; elaborando una corrente d’avanguardia che perseguì come unico programma quello della funzione sociale. Per questo partecipò con entusiasmo alla vita di fabbrica, per imparare a conoscere l’attività degli ingegneri.
Il suo capolavoro, mai realizzato, è il “Monumento della Terza Internazionale”. 1919-20, (Musei nazionali russi, San Pietroburgo). La torre di Tatlin è il tentativo di creare una nuova forma di monumento. Il primo modello è alto 7 metri. Avrebbe dovuto trattarsi di una costruzione in traliccio metallico alta 400 metri (quindi più alta della torre Eiffel: 324 m. con l’antenna). Due spirali in senso contrario circoscrivono un volume conico. L’inclinazione della grata corrisponde alla curvatura terrestre. All’interno doveva elevarsi una torre formata da diversi corpi geometrici. L’edificio avrebbe dovuto girare su se stesso, come primo esempio di monumento dinamico. Materiali moderni combinati per una visione cosmica d’insieme a sottolineare la complessa costruzione della società. Vedi foto, 1920.
Il risultato formale ottenuto con il “Monumento della Terza Internazionale” è riconducibile agli studi effettuati con i suoi “controrilievi” (esposti per la prima volta nel 1913!): trattasi di “oggetti” di legno, vetro e metallo che non riproducono nulla di concreto. Sono le PRIME sculture non oggettuali del mondo dell’arte. Vengono messe a confronto superfici piane e curve, lo spazio reale con quello fittizio. Tatlin utilizza ad esempio legno e lamiera, che, per mezzo di funi, si tendono per creare forme e geometrie. Come un ponte che si propende nello spazio, così l’”oggetto” si inserisce contemporaneamente nella logica “costruttivista”, con materiali tipici per definire una struttura in tensione.
Tatlin, vittima del clima culturale della fine degli anni ’20, tornerà ad un’arte “convenzionale” fino alla morte, lavorando soprattutto come scenografo.
Si conclude con il rammarico per un grande artista, un grande architetto, forse non sufficientemente storicizzato, che ha preso commiato gettando i germogli per le future avanguardie.
Principali esponenti del movimento furono, oltre a Tatlin: Gabo, Lissitzky, Mobol-Nagy, Popola e Rodcenko.

 
 
Contenitore d'Arte Moderna e Contemporanea