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Henri Marie Raymond
de Toulouse-Lautrec nacque il 24 novembre del 1864 ad Albi, nel
palazzo medioevale della famiglia, le cui origini nobili risalivano
fino a Carlo Magno. Il padre, ozioso e appassionato di caccia, nel
1868 si separò dalla moglie a seguito della morte del fratello di
Henri, di tre anni più giovane di lui. Nel 1872, Toulouse-Lautrec si
trasferì con la madre a Parigi, dove frequentò il Lycée Fontanes e
conobbe Maurice Joyant, l'amico della sua vita, che sarebbe divenuto
anche il curatore della sua eredità, il suo primo biografo e che
avrebbe fondato, ad Albi, il Museo Toulouse-Lautrec.
Nel 1875, Lautrec a causa del suo cagionevole stato di salute, ritornò
ad Albi dove la sua istruzione continuò ad opera della madre e di
insegnanti privati. Egli soffriva di picnodisostosi, una malattia
ossea di natura ereditaria, dovuta alla consanguineità dei genitori
che erano, infatti, cugini di primo grado. A tredici anni, nel maggio
del 1878, si ruppe il femore sinistro a seguito di una rovinosa caduta
e l'anno successivo una nuova caduta nel letto di un torrente in secca
gli procurò la rottura del femore destro. Le uniche cose che in quei
momenti difficili gli davano consolazione erano il disegno e la
pittura.
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Dopo aver ottenuto la
maturità nel 1881, Lautrec si recò a Parigi da René Princetau, pittore
di animali, sordomuto ed amico del padre, che, vista la bravura e il
talento di Lautrec, l'anno successivo lo mandò dal noto artista
francese Léon Bonnat che ebbe, e continuò ad avere anche dopo la morte
di Lautrec, un giudizio negativo sul suo modo di disegnare.
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Nel settembre del
1882, Toulouse-Lautrec entrò nello studio di Fernand Cormon, dove
frequentò Henri Rachou, Adolphe Albert, René Grenier e Louis Anquetin
e conobbe Vincent Van Gogh, di cui divenne amico e il cui ritratto è
una delle sue migliori prime opere. Nel 1884 si trasferì da amici a
Montmartre luogo che fu un'inesauribile fonte di ispirazione e in cui
aprì, nel 1886, un proprio atelier di pittore. Frequentò assiduamente
cabaret, caffè e sin dalla sua fondazione, nel 1889, divenne ospite
fisso del Moulin Rouge, al cui ingresso faceva mostra di sé la sua
opera "Cavallerizza acrobata al circo Fernando", del 1888, e per il
quale realizzò il "Ballo al Moulin Rouge", del 1892.
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Molti dei personaggi
del cabaret, tra cui La Goulue, Yvette Guilbert, la ballerina Jane
Avril, il proprietario di cabaret Aristide Bruant, Valentin le Désossé,
furono resi immortali grazie ai quadri e ai manifesti di Lautrec. Nel
1884 ebbe luogo la prima esposizione a cui prese parte con alcune sue
opere, a cui ne seguirono altre e nel 1893 realizzò la sua prima
grande mostra individuale che vide giudizi positivi da parte della
critica.
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Ammiratore di Cézanne,
Renoir, Manet e in particoalr modo di Degas, Lautrec si interessò
molto alla xilografia giapponese, di cui venne a conoscenza grazie a
Van Gogh. Nel 1891, quando il Moulin Rouge gli commissionò la
realizzazione di un manifesto pubblicitario che sarebbe stato affisso
in tutta Parigi, iniziò per Lautrec un periodo di notorietà e di
commissioni: produsse 31 manifesti, tra cui famosi quelli per Jane
Avril, Aristide Bruant, la ballerina May Milton, il Divan Japonais e
il Jardin de Paris. Viaggiò molto, visitando la Francia, l'Olanda, la
Spagna, il Belgio, l'Inghilterra: realizzò, però, pochissimi paesaggi:
non nutriva particolare interesse per la pittura paesaggistica,
prediligendo le figure umane.
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Autore, nei vent'anni
di attività, di 600 dipinti, 350 litografie, 31 manifesti e 9
incisioni, Lautrec è universalmente riconosciuto come uno dei più
geniali grafici della storia dell'arte, soprattutto nella litografia a
colori.
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Intorno al 1890,
Lautrec ebbe l'incarico di dipingere il salotto della casa chiusa di
Rue de Moulins, la migliore di Parigi, e pertanto si trasferì lì,
vivendo in quegli ambienti considerati malfamati ma che egli trovava
ricchi di vita ed accoglienti. Fra il 1892 e il 1895 Toulouse-Lautrec
dedicò moltissimi quadri e disegni alle case chiuse parigine e alla
vita quotidiana che in esse si svolgeva, colta negli aspetti più
particolari e segreti.
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Interessato al
teatro, al circo, all'ippica e all'automobilismo, da cui traeva motivi
ed ispirazioni per le sue opere, Lautrec, anche a causa della sua vita
smodata e senza soste, iniziò ad avere i primi effetti dannosi per la
sua salute.
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Bevitore di alcol,
dal 1897 in poi fu sempre più colto da depressioni, manie di
persecuzione, nevrosi, irascibilità, fino ad essere ricoverato,
all'inizio del 1899, in una clinica neurologica. Uscitone dopo qualche
mese, riprese soprattutto a dipingere, realizzando, tra le altre,
"Miss Dolly, l'inglesina dello Star a Le Havre", "La modista", "Al Rat
Mort". Riprese a bere e l'unica cosa che gli desse conforto era il
lavoro: realizzò altri manifesti e quadri, tra cui una serie di
dipinti per l'opera teatrale "Messalina", fino a quando, nell'estate
del 1901, fu colpito da un colpo apoplettico che gli procurò una
semiparalisi.
- Morì,
trentasettenne, il 9 settembre del 1901, assistito dalla madre e dal
suo amico Paul Viad.
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